L’AQUILA – La copertura a piazza d’Armi per i commercianti ambulanti dell’Aquila che erano a piazza Duomo “non si farà, perché non ci sono i soldi, sarebbe anti estetica, ci vorrebbe troppo tempo per costruirla e perché tra pochi anni l’asse centrale dell’Aquila, piazza Duomo compresa, sarà ricostruito e con 5 mila persone legate al ritorno di alcuni uffici e altre attività in centro storico”. 

Questo l’esito dell’incontro tra gli ambulanti e il sindaco, Massimo Cialente​, decisamente contrario alla soluzione che da anni viene proposta da chi è stato costretto, dopo il sisma del 2009, a spostarsi nella periferia cittadina per continuare a lavorare.

A palazzo Fibbioni oggi, negli uffici del primo cittadino, i commercianti presenti erano una quarantina, usciti ovviamente con i musi lunghi. 

Il sindaco ha comunque promesso di portare in Giunta la questione ma anticipando in sostanza la fumata nera, arrivata pure su un pezzo del “decumano”, il lungo corridoio dell’Expo di Milano, richiesto l’anno scorso proprio da Cialente al commissario straordinario, Giuseppe Sala, che tra l’altro ha un legame con L’Aquila perché sposato con la figlia dell’ex consigliere comunale aquilano Gian Paolo De Rubeis.

Gli ambulanti, dal canto loro, sono ancora più preoccupati del solito perché il ritorno in centro, se fosse possibile, sarebbe “una scommessa pericolosa, se non addirittura un suicidio”, quindi vorrebbero lavorare su ciò che già c’è e che “andava reso migliore da tempo, visto che nella cattiva stagione gli affari, già magri se splende il sole, sono da recessione economica, perché un luogo completamente aperto, in una città fredda come L’Aquila e con la grande distribuzione a far da concorrenza, non è affatto appetibile”. 

Prima del sisma, con i portici per ripararsi e quasi tutti gli uffici in centro storico, “la sopravvivenza era possibile, ma oggi le cose sono diverse e per aiutarci c’è bisogno di soluzioni vere, reali. La copertura a piazza d’Armi è una di queste”. 

Tra l’altro, l’ingegner Antonello Salvatori, dell’Università dell’Aquila, propose e realizzò un progetto di copertura, di cui l’amministrazione comunale è da tempo a conoscenza. 

Va ricordato che in quel punto della città verranno realizzati dei lavori imponenti per il masterplan di piazza d’Armi, il più grande progetto di riqualificazione urbana del capoluogo d’Abruzzo nel post sisma, in un’area di 18 ettari che il Comune ha acquistato prima del sisma dal demanio militare per 2 milioni di euro.

L’impresa Rialto Costruzioni Spa di San Tammaro (Caserta) si è aggiudicata con un ribasso record l’affidamento provvisorio dei lavori per il masterplan, con il 60,53% in meno sull’importo complessivo di gara di 18 milioni di euro.