L’AQUILA – “Nei dibattimenti senza fine i processi si celebrano sulle pagine dei giornali, le vittime apprendono l’arte del vivere con lentezza, i colpevoli restano a piede libero nell’attesa di una sentenza che li assicurerà, forse, un giorno, alla giustizia che non c’è. La giustizia è un tema fondamentale per la crescita economica del Paese, per la capacità di attrarre imvestimenti sul territorio. Una giustizia lenta, che non dà certezza della pena, evidententemente non incentiva imprenditori e privati a puntare sul sitema italiano”.

Annalisa Chirico, giornalista del Foglio e Panorama, con il suo nuovo libro Fino a prova contraria – Tra gogna e impunità l’Italia della giustizia sommaria, prende una posizione netta e affronta un tema centrale nella discussione nazionale e sempre attuale, quello della giustizia. Questo pomeriggio, nella sede del Gran Sasso Science Insitute, alla Villa comunale dell’Aquila, si è tenuta la presentazione del volume.

Un’occasione per “prendere di petto” il problema, con tutti coloro che, in diversa misura e a diversi livelli, hanno a che fare con le vicende giudiziarie.

“È un libro denso di spunti di riflessione, ricco di ricostruzioni, di fatti anche noti e con alcune indicazioni interessanti, non condivido tutte le analisi contenute in questo volume, ma quello che è certo è che parlare di questi temi aiuta anche a migliorare la percezione del nostro sistema giudiziario”, ha detto il vice- presidente del Consiglio Superiore della Magistratua (Csm), Giovanni Legnini, intervenuto all’incontro.

“In questo senso un ruolo fondamentale è quello dei giornalisti, perché una corretta informazione sul sistema giudiziario, una corretta comunicazione delle decisioni giudiziarie aiuta a sostenere la fiducia dei cittadini nel sistema stesso – ha proseguito Legnini – Non è un caso che noi proprio la settimana scorsa abbiamo approvato le linee guida di indirizzo degli Uffici giudiziari per fare in modo che la comunicazione delle decisioni sia frutto anche di un’organizzazione adeguata”.

Chirico nella sua opera sostiene che “da qualche decennio è in corso un processo all’apparenza irreversibile: la trasformazione del nostro paese in una repubblica giudiziaria, dove giustizia e politica si intrecciano, si confondono, si equivalgono. Il giusto processo somiglia sempre più a una santa inquisizione in un sistema dai tempi pachidermici che lascia la vittima senza risposte e il colpevole impunito”.

Centrale, poi, la figura del magistrato che, secondo la giornalista, “assume di volta in volta il ruolo dell’imprenditore, del sindacalista, dello scienziato, addirittura del legislatore, in una giudicatura, che infligge il colpo di grazia al primato della politica”. 

Non poteva mancare alla presentazione Ciro Riviezzo, presidente del tribunale dell’Aquila. “Questo libro ha messo in evidenza tutte le inefficienze della giustizia italiana, getta un sasso nello stagno. Io guardo sempre il problema della giustizia dal lato del cittadino, e sicuramente le criticità maggiori sono: la lunghezza dei processi civili, societari, ma anche penali, perché essere sotto processo per tanti anni è già di per sé una pena, soprattutto se poi arriva l’assoluzione in modo tardivo. Per questo ci vuole un patto d’acciaio tra operatori, avvocati, politici e magistrati, affinché si arrivi ad avere una giustizia che sia all’altezza della grandezza di questo Paese”.

“La gogna mediatica oggi è una tema sempre più sotto i riflettori, questo perché spesso la giustizia viene anticipata dal popolo, nel senso che un indagato è colpevole nell’immaginario colletivo. Bisognerebbe attendere il giudizio definitivo per poter puntare il dito contro una persona, ma nella nostra società non succede questo, purtoppo. Il discorso andrebbe sicuramente approfondito”, ha dichiarato il presidente dellOrdine dei Commercialisti dell’Aquila, Ettore Perrotti.

Presente anche Annalisa De Simone, presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, che alla domanda se si potrebbe pensare di trasformare Fino a prova contraria in uno spettacolo, da portare poi in scena nel capoluogo abruzzese, ha risposto: “Perchè no, il teatro è una forma di espressione che offre la possibilità di sviluppare un punto di vista diverso, quel sentimento dell’empatia, la capèacità di mettersi nei panni degli altri”.

“Annalisa Chirico è una giornalista molto intelligente e preparata, che scrive libri di successo, e poi è un’amica, perciò eccomi qui”, così il professor Sergio Tiberti, docente dell’Università dell’Aquila, legato da una forte amicizia con la giovane giornalista.

resenti all’incontro anche il senatore pentastellato Primo Di Nicola, l’onorevole Pd Stefania Pezzopane, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Carlo Peretti, il direttore della scuola Forense dell’Aquila Maurizio Capri.