L’AQUILA – “Oggi veniamo a conoscenza del verbale con il quale la Commissione Onomastica del Comune ha dato parere non favorevole alla richiesta di installazione della lapide commemorativa a Ramelli, motivando la decisione unanime con ‘la non sussistenza di nessuno dei requisiti fondamentali’. La commissione inoltre si è espressa favorevolmente all’intitolazione di uno spazio pubblico alle Vittime del Terrorismo avallando di fatto la nostra proposta”.
Lo scrivono in una nota i consiglieri di centrosinistra al Comune dell’Aquila Lorenzo Rotellini, Paolo Romano, Stefania Pezzopane, Gianni Padovani, Stefano Palumbo, Simona Giannangeli, Alessandro Tomassoni, Stefano Albano.
Nell’animato Consiglio comunale del 12 giugno scorso, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, si discusse un ordine del giorno, presentato dalla consigliera di Fratelli d’Italia Claudia Pagliariccio con la proposta di una lapide commemorativa per Sergio Ramelli, studente milanese di diciannove anni militante del Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale), che morì a seguito dei traumi riportati dopo un’aggressione a Milano nel 1975 da parte di un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia operaia.
Ricordano gli esponenti del centrosinistra: “Sull’apposizione di una lapide commemorativa per Sergio Ramelli, ucciso nel 1975, proprio lei decise di bocciare l’ordine del giorno che presentammo come opposizioni, primo firmatario Lorenzo Rotellini, che intendeva impegnare il sindaco a promuovere, in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale e provinciale, iniziative per diffondere la conoscenza dei drammatici anni di piombo, e a realizzare ed installare una targa commemorativa per ricordare tutte le vittime della violenza terroristica, così da non alimentare tensioni e così da generare una memoria rispettosa della storia che il Paese in quegli anni ha vissuto. Ma la memoria di tutte le centinaia di vittime degli anni di piombo, comprese le forze di polizia, non quindi di una sola”.
“Fu proprio il sindaco a scagliarsi con violenza verbale inaudita contro quell’idea, dimostrando, plasticamente, come, in realtà, l’ordine del giorno su Ramelli sia stato un vero e proprio atto politico di natura ideologica. Se il sindaco Pierluigi Biondi e la consigliera Pagliariccio avessero messo la stessa passione, la stessa irruenza e la stessa risolutezza nell’affrontare i problemi che affliggono la città, probabilmente avrebbero contribuito a risolverli”, conclude la nota.






