L’AQUILA – Una lettera accorata al manager della Asl numero 1, Giancarlo Silveri, e al responsabile del centro Fivet (acronimo di Fertilizzazione in vitro con embryo transfer), Giulio Mascaretti, struttura dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila specializzata nella fecondazione assistita e che da circa tre anni e mezzo non riesce a ripartire con la sua attività.
Ad inviarla una donna che da tempo prova a coronare il sogno della maternità e di avere un figlio con il suo compagno, invocando la riapertura del centro di eccellenza, bloccato da una carenza di personale con enorme pregiudizio sia per le coppie che anche da fuori regione si recavano nel capoluogo sia per le casse dell’azienda sanitaria che in un colpo solo rinuncia agli introiti legati alla mobilità attiva di quanti si recavano presso il centro Fivet ed è costretta a pagare altre strutture fuori regione, alle quali si rivolgono gli aspiranti mamma e papà.
Nella lettera, di cui per ovvie ragioni di riservatezza non riportiamo il nome della mittente, la donna spiega gli enormi sacrifici sopportati finora per affrontare un percorso che la portasse alla maternità. Sforzi che rischiano di rimanere vani senza la riapertura del Centro.
IL TESTO DELLA LETTERA
Ho 42 anni e risiedo nella provincia di Varese ed il mio compagno vive all’Aquila ed ha 31 anni.
Abbiamo deciso di avere un figlio che per miei problemi non possiamo avere in modo naturale e per questo dal mese di maggio 2012 ci siamo recati presso il centro di Pma della vostra città iniziando così un percorso medico specialistico che avrebbe dovuto portare me ed il mio compagno ad avere un figlio con le tecniche di fecondazione assistita.
Al termine delle indagini necessarie per essere inseriti nel programma medico di fecondazione ci siamo visti impossibilitati a procedere nel nostro percorso perché al Centro non è in funzione il laboratorio per la fecondazione assistita. Noi abbiamo sperato in una pronta riapertura dell’attività perché durante il periodo di preparazione all’inseminazione ci veniva assicurata una pronta ed immediata riapertura del laboratorio, ma a tutt’oggi nulla è cambiato.
Le faccio presente che più volte mi sono recata in ospedale per effettuare ricerche ambulatoriali e la cosa non mi è stata semplice tenendo conto della mia distanza abitativa. La mia età e la residenza attuale di entrambi non ci permette nè di attendere oltre nè di rivolgerci ad altri centri.
Essendo in questo momento per un periodo di tempo presso il mio compagno ritengo non vi sia miglior occasione per realizzare il nostro desiderio con il suo aiuto, riaprendo il centro Fivet.
Fiduciosi attendiamo un riscontro perché su internet il centro viene dato come di terzo livello dal sito del Ministero della Salute ed in piena attività.
Speriamo che con questa nostra missiva vi sia a breve la riapertura, dando a noi e a molte altre coppie la gioia della genitorialità.





