L’AQUILA – “Essere costretti a chiudere durante il periodo natalizio è una follia, vogliamo la riapertura del centro in tempi brevissimi. La crisi sta già facendo del male agli affari, non possiamo rischiare di portare al collasso le nostre attività per delle scelte assurde”.

Questo il messaggio lanciato, o ripetuto, stamattina, durante un sit-in da alcuni commercianti del centro storico dell’Aquila, chiuso per ragioni di sicurezza in seguito a un rapporto firmato dal Dipartimento per la ricostruzione (settore emergenza sisma e ricostruzione privata), nel quale si fa riferimento a una “progressiva evoluzione del fenomeno di dissesto strutturale con conseguenti diverse condizioni di instabilità” relativa alle condizioni della messa in sicurezza dei palazzi danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, in particolare dei puntellamenti rimasti senza manutenzione da tempo.

A promettere una presa di posizione netta era stato ieri Giuseppe ‘Peppe’ Colaneri, titolare dello storico negozio La Luna.

Insieme a lui, questa mattina davanti alle transenne che delimitano la zona rossa dopo la scossa di magnitudo 3.2 di una settimana fa, erano schierati gli altri commercianti rabbiosi per la chiusura del centro, tra cui Cesare Cavallo, Francesca Fogola del negozio di biancheria intima Tezenis, Maurizio Cantalini per il locale ‘Ingordo Laico’, Marzia Buzzanca del ristorante Percorsi di gusto, Giovanni Palumbo dell’omonima macelleria.

“Entreremo nei nostri locali – aveva promesso Colaneri – accenderemo le luci e metteremo la musica a tutto volume in segno di protesta. La gente deve vedere che noi ci siamo e che vogliamo riaprire, nessuno può impedircelo”. Alla fine i commercianti si sono riuniti all’altezza dell’incrocio fra via Garibaldi e corso Vittorio Emanuele e hanno spiegato ai giornalisti presenti i motivi del sit-in, mentre dalla Fontana Luminosa partiva il corteo di protesta degli studenti del liceo artistico dell’Aquila.

“Io ho riaperto – spiega ad Abruzzoweb Marzia Buzzanca, titolare del ristorante Percorsi di gusto, in via Leosini – perché ho l’agibilità parziale e perché non potevo continuare a restare chiusa dopo otto giorni senza lavorare e con una vecchia ordinanza che mi obbliga a stare chiusa, perché per accedere in via Leosini bisogna passare per un tratto di strada chiuso causa ritardi nell’arrivo delle famose ‘mantovane’ da installare dove c’è il rischio di distacco di intonaco. Peccato che al Comune dell’Aquila non si erano accorti di una cosa: per arrivare a via Leosini basta passare da via Garibaldi e da altre strade aperte e tranquillamente percorribili”.

“In attesa della nuova ordinanza – continua – io ed altri, come il macellaio Giovanni Palumbo, restiamo aperti. Già siamo in sofferenza a causa della crisi economica, se ci mettiamo anche errori evitabilissimi…”.

“Il messaggio è sempre lo stesso – conclude la Buzzanca – chiediamo al Comune dell’Aquila di sbrigarsi, di velocizzare le pratiche e di fare chiarezza. Qui rischiamo di chiudere bottega”.

I commercianti, inoltre, se la prendono con il Comune per delle decisioni prese senza coinvolgere i diretti interessati, che hanno scelto di riaprire in centro. Molti di loro hanno già acquistato sia materiale per addobbare le strade cittadine in occasione delle festivita’ natalizie, sia la merce da vendere.

 “La manutenzione dei puntellamenti era una questione sul tappeto da tempo e non occorreva aspettare una nuova scossa per porsi il problema”, l’amaro commento dei commercianti.

CNA: DEL RE, ”NO A DESERTIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO”

 “Siamo e ribadiamo fermamente la nostra convinzione contro la desertificazione del centro storico dell’Aquila, se si vuole che lo stesso non perda la propria identità vedendo nelle attività sia pubbliche che private, che vi svolgono, elementi di crescita e di vitalità e non di impedimento del centro storico, con la convinzione di non mettere a repentaglio l’incolumità di ognuno”.

Lo afferma il direttore provinciale della Cna, Agostino Del Re.

“Ricostruzione, quindi – osserva – che può coesistere con le attività presenti, che devono poter trovare con gli attori e i responsabili della ricostruzione un programma di coordinamento con regole puntuali di un sistema organizzativo che consenta lo svolgimento delle attività e delle iniziative presenti. Ciò, mi sembra sia stato il succo della riunione del giorno 20 novembre avuta con l’assessore Marco Fanfani, alla presenza di una folta platea di rappresentanti le attività del centro storico, ai quali è stato manifestato il supporto dell’amministrazione comunale per la riapertura immediata, previa la rapida verifica delle condizioni degli edifici in seguito alla recente scossa sismica”.

“Siamo altrettanto convinti – prosegue la Cna – che il ruolo della nostra associazione, come di chiunque altro, sia quello di sostenere lealmente e con coerenza le attività economiche del territorio, che tanto hanno fatto e continuano a fare, mettendo da parte inutile e controproducenti manifestazioni mediatiche contraddicendosi con dichiarazioni, basti leggere le varie proposte effettuate a mezzo stampa, che mortificano l’intelligenza e la lealtà altrui e ostacolano un recupero del disastro”.

“In conclusione – dice infine De Re – ci si attivi coordinati da un soggetto centrale appositamente designato dall’Amministrazione comunale, considerando le iniziative per il recupero come un processo terapeutico atto ad aiutare individui e le comunità a cui appartengono per ricostruire la propria vita il proprio lavoro”.