L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila si oppone in un giudizio che dura da 5 anni, promosso da una donna aquilana, che contasta l’ingiunzione fiscale emanata dall’ente per il recupero del contributo post-sismico, ottenuto tramite false dichiarazioni circa la qualità di abitazione principale dell’immobile per cui le fu concesso un congruo finanziamento ex D.L. n. 39/2009. Insomma non le spetterebbe nulla a detta del Comune e deve ricacciare il dovuto.
“Nelle more del giudizio civile, dalle visure catastali effettuate in funzione dell’iscrizione di ipoteca, è però risultato che la sig.ra in corso di causa, ha sottratto alle garanzie del credito tutti gli immobili di cui era proprietaria per cui l’ente si trova in condizione di dover agire.” si legge nella delibera di giunta, non avendo nulla su cui rivalersi. Questo sarà possibile tramite azione revocatoria visto che il giudice ha la facoltà di annullare le ipotetiche cessioni dei beni fatti da costei se ci saranno le prove.
E il Comune, tramite la delibera di giunta, ha deciso di seguire questa strada tramite l’ufficio legale.




