L’AQUILA – La quinta commissione incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha proposto all’unanimità il procuratore della Repubblica dell’aquila, Fausto Cardella, 65 anni, nel ruolo di procuratore generale della Corte di Appello di Perugia.

Per essere ufficiale, la nomina deve essere ratificata dal plenum del Csm, che dovrebbe riunirsi nel giro di alcuni giorni; a quel punto, il posto all’Aquila diventerà vacante con il Csm che metterà a concorso il ruolo di procuratore capo nel capoluogo abruzzese, che assolve anche al compito di procuratore distrettuale antimafia dell’Abruzzo: una carica molto delicata, tra le altre cose, per la ricostruzione post-terremoto e i rischi di infiltrazione.

Alla procura aquilana fa capo inoltre la responsabilità regionale di antiterrorismo.

Secondo una stima, i tempi di evasione del concorso sono di 6-8 mesi, quindi, nei prossimi giorni si aprirà il tema della reggenza aquilana. In tal senso, sarà il ministro della giustizia Andrea Orlando a decidere tra due soluzioni: trattenere ancora Cardella, oppure affidare momentaneamente la responsabilità a un reggente che, secondo quanto si è appreso, spetterebbe a Stefano Gallo perché quest’ultimo è il pm che ha la militanza più lunga in magistratura.

Cardella è arrivato all’Aquila l’11 dicembre 2012 in sostituzione dello scomparso Alfredo Rossini: l’attuale procuratore aquilano, originario della Sicilia, risiede a Perugia, dove è già stato come sostituto procuratore e dove assumerà il nuovo incarico. Prima dell’aquila è stato procuratore della repubblica di Terni.

“Sono stato molto bene all’Aquila, sono molto affezionato alla città e ai cittadini, certamente non posso negare che l’eventale nomina mi riempie di soddisfazione per due motivazoni: una legata alla carriera e l’altra logistica perché, dopo tanti anni in giro per l’Italia, torno nel luogo dove risiede la mia famiglia”, ha commentato Cardella.

Sul nuovo ruolo, Cardella chiarisce innanzitutto che si tratta di “una nomina in itinere” visto che la proposta della quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura deve essere seguita dalla decisione del plenum, “in tal senso fa sperare il fatto che sia stata assunta all’unanimità”.

Rispetto ai tempi del trasferimento, Cardella sottolinea di essere “un soldato che esegue i compiti a seconda delle esigenze dello Stato, sarà il ministro a valutare se è prevalente la necessità di rimanere all’Aquila fino alla nomina del nuovo procuratore, oppure essere trasferito subito a Perugia”.