L’AQUILA – È scontro sulla legge su L’Aquila Capoluogo, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale, l’ultimo della decima legislatura.

A riaccendere la discussione è stato il responsabile regionale dei dipartimenti della Lega, Gianfranco Giuliante, che in una nota ha parlato di un provvedimento che, alla luce dell’approvazione di un’altra legge, quella sulla Nuova Pescara, che prevede la fusione di tre comuni per una grande città, destina il capoluogo abruzzese “a diventare la periferia dell’impero alla quale possono essere ben elargite mancette annuali”.

All’esponente della Lega risponde il segretario del Pd Abruzzo, Marco Rapino, che lo ha definito “farneticante”.

“Stupisce la pochezza analitica di quanti si sperticano per il risultato raggiunto per la legge L’Aquila Capolugo! Stupisce ancor di più che una vecchia volpe come Massimo Cialente, ex sindaco dell’Aquila si accodi al coro. In una macroregione adriatica, L’Aquila è destinata a diventare la periferia dell’impero alla quale possono essere ben elargite mancette annuali. Per competere con altri importanti, attuali capoluoghi di provincia (Ancona?) è necessaria una città metropolitana”, ha dichiarato Giuliante.

“Dunque, se abbiamo compreso bene la dietrologia di Giuliante, ci sarebbe un disegno nascosto per trasformare Pescara nel nuovo capoluogo della Macro-Regione e abbandonare L’Aquila al suo triste destino di ‘periferia del nuovo impero’, giusto? Farneticante è dir poco. Siamo di fronte, ormai, ai dei bufalari di professione, non in grado neanche più di distinguere la realtà dalle fake news che loro stessi inventano. Una teoria complottista che rischia di oscurare quella sulla terra piatta e l’omicidio di Elvis Presley. E la cosa più grottesca è che Giuliante definisce gli altri ‘idioti’. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe davvero da ridere”, ha risposto Rapino.

“La consiliatura regionale agli sgoccioli, nasce con tre proposte strutturali di Luciano D’Alfonso: la Macro-Regione Adriatica, la Grande Pescara, la legge per L’Aquila Capoluogo – aggiunge – il piano,se letto senza parcellizzazioni, è evidente. La Macro-Regione è il superamento, in termini territoriali, strutturali e gestionali, delle regioni così come ad oggi conosciute – ha scritto ancora l’esponente della Lega -Riconoscere pro tempore L’Aquila capolugo è la foglia di fico sull’operazione ‘nuovo-capolugo’ che la ‘macro-regione’ ‘pre-vede’. La fusione a freddo tra Pescara, Montesilvano e Spoltore incontra ancora qualche resistenza ma il solco è tracciato. La Macro-Regione, la Grande Pescara e L’Aquila Capolugo a tempo determinato, per il tempo necessario a perfezionare il disegno. Tutto ciò è avvenuto, avviene ed avverrà con il contributo entusiasta di ‘utili idioti’ che applaudono il presente per piangere in futuro”, ha concluso.

“Sono lieto che si stiano rivelando, ogni giorno, per quello che sono davvero, cioè politicanti in cerca di autore, senza una visione del futuro dell’Abruzzo (ma come aspettarsi altro da un partito che fino a ieri ci definiva il Nord Africa e che reputava i cittadini abruzzesi e del Mezzogiorno parassiti da evitare?). La verità è che non c’è nessuna strategia occulta dietro l’approvazione delle due leggi, L’Aquila capoluogo e la nuova Pescara, ma solo la volontà di far crescere il nostro territorio, da un lato aprendoci con più forza all’Adriatico e, dall’altro, creando un collegamento più robusto e diretto con la sponda tirrena. Invece di immaginare dietrologie inesistenti, quindi, gli esponenti della Lega avanzassero proposte serie per il nostro Abruzzo, sempre se ne sono capaci”, ha risposto infine Rapino.