L’AQUILA – L’Aquila Calcio nei guai per omesso versamento dell’iva: nella mattinata odierna, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un sequestro di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per un valore di oltre 300mila euro emesso dall’autorità giudiziaria.

A subire i sequestri per l’equivalente della somma dovuta al fisco quattro persone all’epoca dei fatti nel Consiglio di amministrazione del sodalizio che sono finiti sotto inchiesta: Corrado Chiodi, attualmente presidente dell’Aquila calcio, Massimo Mancini, ex vice presidente, Fabio Aureli, attualmente direttore amministrativo, e Antonio Ranucci, attualmente amministratore delegato.

Le aziende legate ai due imprenditori, Chiodi e Mancini, non sono in alcun modo coinvolte. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno e gli interessati l’hanno appresa con un sentimento di sconsolatezza in un momento in cui è in atto un rilancio della squadra appena retrocessa dalla Lega pro alla serie D.

Secondo una nota delle fiamme gialle, le indagini hanno fatto emergere che “gli autori della violazione sono risultati essere gli esponenti di spicco degli organi decisionali della società all’epoca della commissione del reato”.

La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di articolate indagini da parte dei finanzieri del capoluogo abruzzese delegati dalla Procura della Repubblica di L’Aquila a seguito di una segnalazione ricevuta dalla locale Agenzia delle Entrate per l’accertato omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto per l’annualità 2014 da parte della società rossoblù.

Gli investigatori hanno eseguito approfondimenti di natura fiscale ed hanno accertato, sempre stando ad una nota delle fiamme gialle, che la società calcistica “dopo aver convenuto con i locali Uffici finanziari una rateizzazione dell’imposta dovuta, aveva versato solo le prime due rate del debito tributario, omettendone il pagamento della terza entro i previsti termini, così decadendo dal beneficio della dilazione”.

I militari del nucleo di polizia tributaria hanno operato pertanto uno dei primi sequestri disposti per effetto delle modifiche introdotte con la recente riforma dei reati tributari dell’ottobre 2015, assicurando all’Erario gli importi corrispondenti al mancato versamento di oltre 300mila euro.

“La lotta all’evasione fiscale da sempre rappresenta una delle priorità per la Guardia di Finanza che, anche attraverso forme sempre più virtuose di collaborazione con uffici giudiziari e Agenzia delle Entrate, è costantemente protesa a contrastare gli effetti negativi causati all’economia dall’evasione fiscale”, conclude il comunicato della Guardia di Finanza.

In serata la società, attraverso una nota, chiarisce “che i fatti cui fa riferimento il citato provvedimento riguardano esclusivamente la società L’Aquila Calcio 1927 e i relativi debiti fiscali. È opportuno specificare che non si tratta di un ipotesi di evasione fiscale in quanto l’importo risulta essere stato tempestivamente dichiarato con la dichiarazione dei redditi relativa all’annualità, avendo successivamente l’agenzia delle entrate concesso alla società una rateizzazione trimestrale, rispetto alla quale il lieve ritardo nel pagamento di una sola rata è stato gia sanato nelle scorse settimane e peraltro nei termini consentiti dalla legge e previsti dal piano di rientro”.

“Ed infatti, come già in precedenza chiarito – si legge ancora nella nota – la regolarità fiscale è condizione per il rinnovo dell’affiliazione da parte della Figc. Una volta che sarà terminata la rateizzazione con il pagamento dell’ultima rata, il sequestro sarà revocato ed il procedimento si estinguerà”.

Stando a quanto scritto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, gli amministratori pro tempore finiti sotto indagine avrebbero coscientemente omesso il versamento dell’iva per privilegiare il pagamento dei dipendenti e della gestione sportiva.