L’AQUILA – Pene ridotte per Michele Passarelli ed Eliseo Iannini, due ex presidenti dell’Aquila Calcio tra la fine degli anni Novanta e la prima metà del Duemila, giudicati in Appello sulla vicenda relativa al fallimento, avvenuto nel 2004 con quasi 2 milioni di euro di passivo, del sodalizio rossoblù.

Nell’ottobre 2012, i giudici avevano infatti stabilito in primo grado la condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione per l’imprenditore calabrese, e a 4 per il costruttore aquilano.

In riforma della sentenza, Passarelli, con l’accusa di bancarotta fraudolenta, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Iannini, invece, a 3 anni.

I due imputati, alla guida della società calcistica rispettivamente dal 1999 al 2003 e dal 2003 al 2004, sono entrambi accusati di aver distratto dal patrimonio sociale destinato ai creditori somme pari ad alcune centinaia di migliaia di euro a fronte di una contabilità troppo caotica per poter definire in modo preciso l’intero patrimonio.

Come si legge sul Messaggero, gli avvocati Antonio Valentini, Fabrizio Giancarli e Massimo Manieri hanno comunque annunciato per entrambi il ricorso in Cassazione.