L’AQUILA – “Invertire la diaspora dopo un terremoto non è facile, ma bisogna far sì che le forze presenti si rigenerino e occorre attirarne di nuove. È necessario creare opportunità per quelli che arrivano da fuori città, far sì che possano trovare a L’Aquila un loro percorso”.

Lo ha detto oggi il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ospite della trasmissione Agorà, condotta da Roberto Inciocchi, dedicata tra gli altri temi al rischio sismico in Italia, e ai tagli del Pnrr per importanti lavori di messa in sicurezza idrogeologica. Particolarmente significativo il servizio da Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena,  dove dopo l’alluvione di maggio, le frane, il terremoto, 1.100 abitanti vivono ancora in condizioni precarie, in un paese fantasma e si sentono abbandonati da tutti, a cominciare dal governo.

Biondi ha dunque tracciato il bilancio della ricostruzione post-sismica dell’Aquila, in studio è stato riconosciuto il gran lavoro fatto nel centro storico “ora bellissimo”, e il sindaco ha ribadito la differenza di passo tra la ricostruzione quella privata, oramai alla volata finale, e quella pubblica, che sconta problemi e lentezze strutturali, non certo solo a l’Aquila,  a causa iter troppo complessi e farraginosi.

Poi il ragionamento si è spostato sull’aspetto sociale.

“L’Università, gli istituti di alta formazione che abbiamo in città, l’Accademia di belle arti e il conservatorio – ha spiegato il sindaco – attraggano migliaia di giovani, con la nascita di studentati, di esperienze,  ci sono tanti giovani che lavorano nell’innovazione e nelle startup. Questo significa ridare forza alla città”.

Mentre difficilmente “si può immaginare di riportare in città quelli che hanno fatto una vita altrove e magari hanno figli piccoli e hanno iniziato la scuola creato una nuova vita sociale altrove”.