L’AQUILA – Il pubblico ministero ha chiuso le indagini preliminari nell’inchiesta sulle presunte violenze sessuali di un pensionato aquilano ai danni della sua nipotina, che al’epoca dei fatti aveva 7 anni.

Lo scorso 9 dicembre si è svolto l’incidente probatorio nel corso del quale la piccola ha confermato tutto.

Davanti al sostituto procuratore David Mancini e al gip Giuseppe Romano Gargarella la piccola ha parlato delle attenzioni “particolari” del nonno, di 71 anni, episodi che sarebbero avvenuti nell’arco di due anni, un tempo lunghissimo prima che la piccola prendesse coraggio e raccontasse tutto.

Una vicenda terribile, sulla quale la Procura della Repubblica dell’Aquila sta tentando di fare chiarezza. La piccola veniva spesso lasciata con i nonni quando la mamma era fuori città per portare l’altra sorella a fare visite mediche.

Più di una volta il nonno orco le avrebbe fatto appoggiare le mani sui suoi genitali. Stando a quanto emerso finora, la nonna non si sarebbe mai accorta di nulla.

La madre della piccola qualche tempo fa ha voluto raccontare ad Abruzzoweb quanto accaduto.

“Ascoltate i vostri figli – l’appello accorato fatto attraverso questo giornale – e non sottovalutate nessun segnale che vi mandano, nessun loro malessere”.

Le violenza, secondo i racconti della bimba, sarebbero andate avanti dal giugno 2011 fino a maggio dello scorso anno.

La piccola “ora sta meglio, è tutelata”, spiega l’avvocato Francesco Valentini, legale insieme a Ferdinando Paone della parte lesa.

La vicenda giudiziaria va avanti. L’anziano è assistito dall’avvocato Vincenzo Cardarelli.