L’AQUILA – Un bigliettino lasciato sulla sua scrivania qualche giorno fa, non firmato, con su scritto “Vattene se vuoi vivere tranquillo”.

Una minaccia di morte a chiare lettere che ha spinto un dipendente dell’Asm, azienda aquilana che si occupa della gestione dei rifiuti urbani, a sporgere denuncia ai carabinieri contro ignoti in relazione a questo episodio.

Una denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta della procura della Repubblica per individuare l’autore del biglietto intimidatorio. Presumibilmente le indagini si concentreranno, inizialmente, all’interno dell’Asm.

Il dipendente, che vuole rimanere nell’anonimato, racconta ad AbruzzoWeb che i rapporti all’interno dell’azienda non sono mai stati distesi.

“Anni fa è iniziata una battaglia fatta a suon di denunce e ricorsi. Sono stato licenziato per il sospetto che, durante i giorni presi per malattia, in realtà mi dedicassi a un secondo lavoro”.

Poi il ricorso vinto, il reintegro a lavoro, e l’opposizione dell’azienda alla decisione del tribunale, seguita dall’archiviazione del procedimento penale da parte della procura aquilana e da un accordo con l’azienda sulla causa civile.

Il dipendente in passato ha denunciato di aver sviluppato forme depressive a causa del clima insostenibile che c’era in azienda.

“In tutto questo tempo – racconta – le angherie nei miei confronti non si sono mai fermate: una volta hanno tolto la sedia dal mio ufficio, ho dovuto lavorare in piedi per ben cinque giorni”.