L’AQUILA – “Siamo davvero certi che presso il Comune dell’Aquila esista un assessore al personale?”.

Se lo domandano i consiglieri comunali Daniele Ferella (Noi con Salvini) e Gianni Padovani (Psi), a proposito delle dichiarazioni dell’assessore Betti Leone rilasciate ad AbruzzoWeb sull’assunzione a chiamata diretta di 9 persone al Comune.

“Non sarà la medesima figura istituzionale che tenta di fornire improbabili risposte e delucidazioni in merito alle discusse ed ormai celebri 10 ‘opache’ determine dirigenziali finalizzate a selezionare figure per incarichi di assistenza qualificata direttamente dall’architetta Enrica De Paulis?”, si chiedono ancora provocatoriamente.

“Impossibile si tratti della stessa assessora che ha portato in giunta comunale una delibera formalmente scorretta! Ed è senza ombra di dubbio che la stessa non vada identificata in colei che sproloquia di assistenza al Rup quando invece è per tutti lapalissiano che al centro della diatriba vi siano incarichi di natura ben diversa!”, aggiungono Ferella e Padovani.

“Ebbene sì, temiamo purtroppo che non ci sia scampo: nel Comune dell’Aquila esisterebbe un assessore al personale e, ancor più grave, parrebbe essere la signora che coraggiosamente ha asserito che poiché la città è piccola è normale che, in mezzo ad oltre 200 tecnici, possa accadere di selezionare parenti diretti di consiglieri comunali, coniugi, amici, amici di amici, co-associati…tanto all’Aquila ci si conosce tutti!”.

“La stessa amministratrice che costringe 53 dipendenti a tempo determinato del Comune dell’Aquila, per i quali si è già in possesso di strumenti finanziari e normativi per procedere alla proroga, ad attendere un’assemblea di giunta da convocarsi con urgenza nell’ultimo giorno utile per deliberare sul prolungamento dei contratti!”.

“Alla luce del beneplacito sui 9 contratti espresso dall’assessora ci dichiariamo apertamente curiosi di leggere le risposte da fornirsi in occasione dell’imminente interrogazione da noi proposta; sembra infatti evidente che, nel caso venissero riscontrate responsabilità sulle procedure, l’assessora difenditrice di ‘casualità’ e dei ‘piccoli centri’ non risulterebbe estranea al procedimento (oggetto di interrogazione) avendo platealmente avallato a mezzo stampa quanto ‘combinato’ dal dirigente al Settore Ricostruzione Pubblica. Non ci resta che attendere”, concludono Ferella e Padovani.