L’AQUILA – Sono attualmente una ventina le aree verdi del comune dell’Aquila, dagli spiazzi alle rotatorie, dalle aiuole sperdute fino a porzioni di Parco del Castello o di Villa comunale, date in gestione ai cittadini sulla base di una norma ad hoc varata nel 2013.

Un connubio, quello tra privati, associazioni o ditte che “adottano” l’area verde, e l’amministrazione, che in alcuni di questi casi ha funzionato bene, in altri meno.

Come si vede dalle foto di AbruzzoWeb in alcune di queste zone, le condizioni sono abbastanza buone anche se in certi casi la manutenzione sembra ferma a qualche anno fa, sebbene manchino casi di vero e proprio “degrado”.

Proprio per aggiornare il quadro, sulla materia è prevista una rivisitazione degli accordi in essere da parte dell’amministrazione comunale, per vedere quali convenzioni potranno essere mantenute e quali andranno ridiscusse o annullate.

A oggi, infatti, solo alcune sono state davvero portate avanti con attenzione e affetto da parte dei cittadini, altre languono.

E le 37 adozioni che vennero annunciate nel 2011, ancora prima che venisse varato il regolamento ad hoc, sono solo un lontano ricordo.

Cittadini o enti che volessero segnalare la loro adozione per dimostrare come sia tuttora valida e proficua possono ovviamente contattare questo giornale inviando foto e informazioni all’indirizzo [email protected].

LA NORMA

Il caposaldo è il “Disciplinare tecnico per l’adozione di spazi verdi urbani da parte di soggetti diversi dall’amministrazione comunale”, approvato dalla Giunta comunale esattamente tre anni fa sulla scorta di una legge nazionale e una regionale approvate sul tema.

Un testo, quello comunale, molto dettagliato, che fissa i paletti della collaborazione e concede a chi adotta la possibilità di interventi di piccola manutenzione, lasciando quella più impattante alla cura dell’ente pubblico, e agli operai del servizio Verde pubblico in particolare, una volta ricevute le segnalazioni; si fornisce anche l’opportunità di progettare interventi migliorativi e perfino di esporre piccoli spazi pubblicitari.

Il fatto che non si tratti di un “lavoro” vero e proprio per i volontari è ribadito più volte nel testo, che prevede che “la manutenzione deve avere un carico lavorativo fino a un massimo di 1 uomo al giorno per ogni settimana”.

“L’adozione avverrà a mezzo di apposita convenzione sottoscritta dalle parti”, gli accordi di cui si parlava in avvio, mentre è inteso che “l’area resta di proprietà e nella disponibilità della civica amministrazione”.

Quanto agli interventi autorizzati, ci sono “pulizia e rifinitura delle aiuole; sfalcio periodico dell’erba e suo allontanamento; irrigazione di soccorso durante il periodo primaverile-estivo; concimazione di copertura; potatura di tutte le essenze; eliminazione dell’eventuale vegetazione infestante; concimazione; raccolta delle foglie; irrigazione; piccole riparazioni degli arredi”.

Al contrario, “gli interventi di potatura di alberi di alto fusto, la rimozione di rami secchi pericolanti e l’abbattimento di alberi morti dovranno essere segnalati alla civica amministrazione che provvederà per quanto di competenza” con i propri operai specializzati.

Per ingolosire le adozioni finanziate magari da parte di ditte, il Comune può consentire una sponsorizzazione, ovvero “l’installazione, da parte degli adottanti, di un cartello che pubblicizza l’adozione”. Ma a oggi di insegne non se ne vedono affatto.

Larghissima, infine, la platea di chi può partecipare, tarata per offrire la più ampia possibilità di partecipazione ai pollici verdi aquilani: associazioni di categoria; organizzazioni di volontariato; cittadini che dichiarano di volersi associare; comitati; condomini; associazioni o circoli anche non riconosciuti formalmente; istituti scolastici di ogni ordine e grado o singole classi; parrocchie o enti religiosi; singoli cittadini; associazioni culturali e sportive; esercizi commerciali, imprese, ditte, società, operatori economici, istituti bancari e assicurativi; in generale, chiunque ne abbia interesse”.

LE CONVENZIONI

Fin qui, la norma-cornice comunale. Ma com’è andata in questo triennio la messa in pratica di questo testo normativo? A rispondere è il settore Ambiente di via Aldo Moro, oggi in capo all’assessore Maurizio Capri, in particolare con l’agronomo Antonio De Felice che custodisce i faldoni con i singoli accordi.

Sono 16 le convenzioni tuttora vigenti che, però, andranno verificate con una ricognizione perché in alcuni casi sembrano superate, fanno presenti gli uffici.

Alcuni di questi accordi, soprattutto le convenzioni che coinvolgono le rotatorie, sono state ereditate dal settore Lavori pubblici quando, nel 2012, la competenza è stata trasferita all’Ambiente.

In città, al Cai è affidata l’aiuola del Parco del Castello del capoluogo con la pietra monumentale; ai Ragazzi del fossato di Lucia Stringini una zona del Parco del Castello attrezzata con panchine e fiori sempre colorati; a Biancone costruzioni una rotatoria in via Roma; all’associazione Lion la rotonda della questura e una a Gignano; a Pantarei un’aiuola nella zona del circuito di Collemaggio; a Coid l’aiuola di piazza Regina Margherita; alla Caffetteria San Bernardino il giardinetto di via Maiella.

In periferia, a Pierluigi Panella di Beccafico una zona in via Eusanio Stella; a Legno edil uno spazio in via Caduti di via Fani; a Coan la rotatoria sulla strada statale 17 in via dei Medici;

Nelle frazioni, infine, alla Pro loco di Gignano gli spazi vicini al Centro sociale per anziani; al Centro sociale anziani la Villa comunale a Paganica; a Salviamo Paganica un’area vicino alla cava di Pontignone; all’Associazione Il Moro il verde che costituisce il percorso ambientale di Filetto; a Marcello Cimoroni un’area in via Rocca di Mezzo a Coppito; a Procivarci l’inter Pineta di Roio.

Altre due convenzioni sono potenziali: a Pro natura L’Aquila si vorrebbe affidare l’aiuola al centro della Villa comunale; a Nuova acropoli, infine, il giardinetto in viale Rendina, su cui c’è una richiesta ancora non firmata, ma con parere favorevole degli uffici.