L’AQUILA – Sono stati arrestati gli autori della rapina avvenuta ai danni di un’anziana lo scorso giugno nella frazione aquilana di Pianola.

Si tratta di due stranieri di cui uno minorenne. Per i due sono scattate le ordinanze di custodia cautelare, in carcere nei confronti del maggiorenne, un cittadino marocchino, e il collocamento in una comunità per l’albanese minorenne.

Come riportato da Abruzzoweb, i fatti sono accaduti il 24 giugno scorso quando una signora di 74 anni è stata seguita da due malviventi sull’autobus che aveva preso al terminal di Collemaggio.

Appena la donna è scesa dal mezzo, nei pressi della frazione di Pianola, è stata scaraventata a terra dai due, che le hanno rubato la collanina d’oro.

La donna era rimasta lievemente ferita, ma molto comprensibilmente spaventata.

PUNTATA SUL BUS E POI AGGREDITA

Sono Abdelkbir Lafsaji, marocchino, e un minorenne albanese, i due giovani arrestati dalla squadra Mobile dell’Aquila per l’aggressione avvenuta a Pianola (L’Aquila), nel pomeriggio del 24 giugno scorso ai danni un’anziana del posto.

Il primo è un pregiudicato, di 23 anni, nato a Ouled Boulidi (Marocco) ma residente ad Aragno (L’Aquila), conosciuto dalle forze dell’ordine per reati di contro la persona. Il secondo, invece, nato a Kavaji, è un minorenne incensurato, domiciliato presso una casa famiglia nei pressi di Preturo (L’Aquila) che sabato prossimo compirà 18 anni.

A mettere gli agenti sulla pista giusta sono state le registrazioni video avvenute nel bus terminal “Lorenzo Natali” del capoluogo e il riconoscimento da parte della signora dell’abbigliamento dei malviventi e della collanina rubata, portata subito a un Compro Oro e scambiata per 70 euro.

Durante la conferenza stampa di questa mattina tenuta dal dirigente della squadra Mobile, Maurilio Grasso, è emerso che i due avevano chiaramente intenzione di commettere il furto, poi sfociato in una rapina a causa della violenza usata sulla donna.

Appostati nei pressi del terminal in attesa di qualche utente da scippare, hanno trovato nell’anziana la loro preda perfetta, così l’hanno seguita a bordo dell’autobus e, una volta giunti alla fermata di piazza Pilortera di Pianola, quando lei è scesa, l’hanno seguita.

All’altezza di via della Fonte Sessanta l’hanno afferrata per le spalle, immobilizzandola e, dopo averla presa per il collo, le hanno strappato le catenine di oro giallo. Non soddisfatti, l’hanno scaraventata a terra. Una delle collanine si è salvata dalle mani dei rapinatori perché caduta nei vestiti della sfortunata.

Soccorsa immediatamente dai parenti, la donna ha riportato solo lievi ferite.

Le ricerche effettuate hanno portato a fermare il giorno stesso l’albanese e il giorno successivo il marocchino. I due hanno ammesso la loro responsabilità, così è stata recuperata la catenina e posta sotto sequestro dai militari.

Il maggiorenne, che durante l’arresto si trovava al lavoro presso una ditta edile, è stato portato alla casa circondariale dell’Aquila mentre il minorenne è stato condotto in una comunità teramana.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale dell’Aquila Marco Billi su richiesta del pm titolare delle indagini David Mancini, per quanto riguarda il maggiorenne, e dal gip del tribunale dei minorenni, Cecilia Angrisano, su richiesta del pm Antonio Altobelli, per quanto concerne il minorenne.

IL PIU’ GIOVANE E’ AMICO DEL FIGLIO DI KAPPLANI

Il giovane albanese arrestato oggi all’Aquila per una rapina a un’anziana, è amico di uno dei figli dei coniugi Kapplani, noti alla cronaca per la tragedia compiuta del padre, Burhan Kapplani, che lo scorso gennaio ha ucciso la moglie, Orietha Boshi, insieme al suo nuovo compagno.

I due giovani vivevano insieme nella stessa casa famiglia di Preturo (L’Aquila) e sempre insieme avevano tentato la fuga, finita, però, con il ritorno nella dimora condivisa.

È uno dei risvolti venuti fuori dall’incontro con la stampa di oggi del dirigente della squadra Mobile, Maurilio Grasso.

Nato a Kavaji di 17 anni, privo di sostentamento e senza i genitori, rimasti in Albania, il giovane, che compirà 18 anni sabato prossimo, è stato fermato per la rapina a un’anziana di Pianola avvenuta il 24 giugno scorso nei pressi della fermata dell’autobus della frazione aquilana, e ora si trova presso una nuova comunità, alle porte di Teramo.

Il nome dei Kapplani, invece, riporta alla mente il terribile fatto di sangue avvenuto il 17 gennaio di quest’anno, in cui la madre del giovane è rimasta uccisa colpita a morte dall’imprenditore albanese ed ex marito, residente da molti anni all’Aquila.

L’omicidio era avvenuto nei pressi di Bazzano, davanti al supermercato Md e sotto gli occhi impietriti dei presenti, che hanno visto morire la donna nella sua macchina, alla presenza dei due figli più piccoli. Insieme alla donna era caduto sotto le pistolettate dell’ex geloso anche Sheptin Hana, il suo compagno in quel momento.

SICUREZZA: ”CON RIZZI UN NUOVO IMPULSO”

“L’arrivo del nuovo questore Vittorio Rizzi sta dando nuovo impulso alle nostre strategie per cercare di contrastare i reati predatori che creano grande allarme sociale”.

Lo spiega ad AbruzzoWeb il dirigente della squadra Mobile del capoluogo Maurilio Grasso a margine della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina proprio in seguito all’arresto di due malviventi che, il 24 giugno scorso, hanno malmenato un’anziana signora per portarle via una collanina del valore di 70 euro.

Ma questo è solo uno dei numerosi casi che stanno spaventando gli aquilani del centro e della provincia del capoluogo abruzzese, per cui ormai ogni giorno viene sollevata la questione sicurezza per una città che vede crescere la criminalità cittadina, o almeno questo è quello che percepisce la gente.

“Di iniziative ce ne saranno diverse ma l’attività non si è mai fermata – assicura Grasso – La prevenzione deve aumentare e dove questa non arriva si passa alla repressione”.

“Ci sono indagini che si stanno portando a termine su altri eventi predatori e non dobbiamo mollare – svela – Spesso arriva anche il reparto Prevenzione Crimine dalle altre città del Centro Italia per dare sicurezza ai nostri cittadini”.

Ma gli eventi criminosi sono ormai all’ordine del giorno: solo lo scorso 13 maggio due uomini incappucciati e armati di coltello hanno portato via l’incasso dalla cassaforte del benzinaio che si trova in località Cermone.

Qualche giorno prima era stato vittima di una rapina il punto vendita di casalinghi del centro commerciale Globo e a farne le spese era stato il direttore, incappucciato e picchiato da un commando di uomini a viso coperto.

Il 22 aprile, poi, al Carrefour che si trova nei pressi del cimitero, un altro commando aveva assalito il portavalori dell’Ivri fuori dal punto vendita, minacciando i vigilantes con i mitra e portando via 71 mila euro.

Senza parlare dei numerosi furti in abitazione, che vedono vittime gli abitanti della periferia o dei comuni vicini. Un caso eclatante è quello dello scorso febbraio, quando a Villa Sant’Angelo (L’Aquila), due anziani residenti in un alloggio Map sono stati malmenati e derubati.

Episodi sui quali il precedente questore, Giovanni Pinto, aveva minimizzato, affermando ai media che “la percezione di insicurezza della gente non è basata su dati oggettivi” mentre con Rizzi la musica è cambiata fin dalla prima conferenza stampa, “le statistiche non contano, contano i bisogni delle persone”.

“Anche i comuni vicini all’Aquila hanno bisogno del nostro aiuto – conclude Grasso – e quando possiamo cerchiamo di stare accanto alla popolazione, soprattutto per prevenire i furti in abitazione. ormai uno dei problemi principali della nostra provincia”.