L’AQUILA – “No ad antenne sull’acropoli di Amiternum!”

È quello che rivendicano in una nota gli abitanti di San Vittorino, frazione del comune dell’Aquila, “che a quanto pare viene ricordata dall’amministrazione comunale solo quando si tratta di subire scelte dall’alto”.

“A farne le spese sono una comunità ed un territorio, con la sua storia, i suoi tesori architettonici ed il contesto ambientale e naturalistico”, continua la nota.

“San Vittorino è un paese/frazione che da anni vede i suoi abitanti, con le loro forze e a loro spese, cercare di valorizzare quello che è stato il primo insediamento  dell’antica Amiternum, ripulendo, ad esempio, con giornate di lavoro la collina dove insistono i resti del Castello Normanno costruito sui resti dell’acropoli”.

“L’Associazione culturale San Vittorino Amiterno, ha anche ripristinato antichi sentieri creando chilometri di percorsi per il trekking e per mountain bike, percorsi che già riscuotono successo fra appassionati e non solo”.

“Chi vive in questo territorio sta ricostruendo e riscoprendo le tradizioni locali legate alla sua Chiesa/Santuario alle sue Catacombe e all’antica Diocesi di Amiternum”.

“La città dell’Aquila, non bisogna dimenticarlo, è una città di fondazione, le cui origini ancora sono visibili e sono rappresentate da quelle frazioni disseminate tutte intorno la nostra città, in queste frazioni esistono comunità forti che, tuttavia, restano del tutto ignorate per ciò che riguarda le scelte politico amministrative che ricadono sulle stesse”.

“San Vittorino, nonostante quanto premesso e nonostante gli sforzi legati alla valorizzazione del patrimonio archeologico, ad oggi subisce l’imposizione di una variante della S.S.80 che andrà a distruggere intere zone verdi il tutto a ridosso del teatro romano di Amiternum”.

“A questo – continua la nota – si aggiunge il secondo caso nell’arco di pochissimi mesi: in via del tutto casuale, il paese è venuto a conoscenza della richiesta della compagnia telefonica Vodafone riguardante l’installazione di un impianto alto ben 8 metri  a ridosso del Castello Normanno sito sulla sommità della collina, a pochissimi metri dalle abitazioni”.

“Tale antenna, considerata la conformazione del territorio, dal punto di vista paesaggistico rappresenterebbe uno scempio enorme, oltre alla riprova che il paese/frazione è nei pensieri degli amministratori solo per soddisfare qualche interesse privatistico, in questo caso operatori di telefonia”.

“Di fatto la richiesta di costruzione dell’impianto di telefonia mobile insiste su un serbatoio idrico della Gran Sasso Acqua, azienda che ricordiamo essere a partecipazione totalmente pubblica, per giunta su una particella su cui insiste un uso civico e un vincolo della soprintendenza”.

“Nel 2003, per i medesimi motivi/vincoli sopra esposti e tutti documentabili, furono bloccati i lavori per l’ installazione di un’antenna dell’operatore telefonico Wind”.

“Chiediamo che il Comune attraverso l’assessorato alle attivita’ produttive, intervenga, bloccando al più presto la richiesta del gestore di telefonia mobile, facendo così valere un principio sacrosanto legato alla partecipazione; specialmente quando si tratta di opere che non sono direttamente legate alla pubblica utilità”, conclude la nota.