L’AQUILA – Non si arresta all’Aquila lo scontro sulla vicenda dei laghi San Raniero e San Giovanni reintegrati, con la determina Dpd 028/652 del dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, in favore della collettività dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico (Asbuc) di Bagno, Pianola e Monticchio.

Al centro della questione l’attribuzione del merito per il risultato, atteso da diversi anni dalle comunità coinvolte, arrivato dopo anni di battaglie. 

Portate avanti da chi? 

A questa domanda ha voluto rispondere Gabriele Nardis, detto Lino, nella sua qualità di primo presidente dell’Asbuc di Bagno, prima che questa venisse “proditoriamente sciolta” l’8 gennaio 2007: “Il merito di aver posto e risolto il problema dell’appartenenza dei due laghi al demanio civico di Bagno è solo e soltanto di Gabriele Nardis”.

Nelle scorse settimane la polemica si era sollevata in seno alla maggioranza di centrodestra del Comune dell’Aquila, con un botta e risposta tra i consiglieri comunali Leonardo Scimia (Insieme per L’Aquila) e Laura Cucchiarella (Lega).

Il comunicato del primo, datato 6 dicembre, scritto a quattro mani con il presidente dell’Asbuc Cesare Lepidi e in cui è stato annunciato il reintegro, ha infastidito il gruppo della Lega, che per voce della Cucchiarella, ha attaccato frontalmente Scimia, “reo” di essersi preso il merito dell’intera vicenda, pur senza mai citarlo nella nota.

Addirittura, secondo Cucchiarella, il consigliere di Insieme per L’Aquila “non conosce nemmeno l’ubicazione dei laghi” e ha precisato che il merito sarebbe da attribuire al vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente (Lega). Lapidaria la risposta di Scimia: “Non ho tempo per stare a pensare a questi inutili e imbarazzanti comunicati stampa, preferisco ignorarla, come ho fatto con altri colleghi in passato, il tempo è galantuomo”.

In realtà, per l’ex presidente dell’Asbuc, “Due consiglieri comunali, tali Leonardo Scimia e Laura Cucchiarella, unitamente all’attuale presidente Asbuc di Bagno (e non di Bagno, Pianola e Monticchio che non ha alcuna giustificazione giuridica), sorti dal nulla, si sono autoattribuiti il merito di aver fatto reintegrare dalla Regione Abruzzo, senza averne alcuna cognizione, i due laghi. Sembra che abbiano risolto il problema ‘dopo anni di discussioni e battaglie’ – spiega – Mi piacerebbe sapere per quanti anni e contro chi cotanti valorosi guerrieri si siano battuti e con quali armi. Forse sarebbe auspicabile una maggiore onestà morale e culturale, essendo quella politica come l’araba fenice”. 

“Il mio primo approccio con il problema – aggiunge – avvenne negli ultimi anni novanta del secolo scorso nella mia qualità di presidente dell’allora Consorzio d’Irrigazione Bagno-Ocre e, successivamente, come presidente dell’Asbuc di Bagno. Mi sembrò strano che i due bacini fossero di proprietà privata e, quindi, cominciai a fare minuziose indagini storico-giuridiche. Non era facile dal momento che la stessa Prefettura li aveva considerati di natura privatistica, emettendo, addirittura, dei decreti di esproprio, da ritenersi illegittimi e, quindi, nulli, poiché i beni demaniali sono inalienabili, inusucapibili ed inespropriabili. Accertai, tra l’altro, che i due bacini non erano iscritti nel registro delle acque pubbliche e che catastalmente erano classificati uno come terreno sterile e l’altro come pascolo”, ricostruisce Nardis. 

“Iniziai da un documento del 22 giugno 1891, scritto a mano su carta da bollo da lire 1,00 di difficile lettura. Dopo aver acclarato in modo incontrovertibile che i due bacini lacuali erano di natura demaniale civica, nella mia veste di presidente dell’Asbuc di Bagno, decisi di inoltrare ricorso al Commissariato regionale agli Usi Civici. Il ricorso datato 30 novembre 2006 risulta protocollato in data 4 dicembre 2006 con il numero 1121. Il ricorso ha avuto il suo epilogo con la sentenza numero 10 del 28 ottobre 2018 che ha accolto in toto le mie argomentate richieste. Con questa sentenza alla Regione Abruzzo è stato semplicemente ordinato di reintegrare i due laghi all’Asbuc di Bagno. Sic stantibus rebus, mi sia consentito di consigliare ai signori in questione, in considerazione delle loro indiscutibili capacità propositive e risolutive, di occuparsi concretamente dei problemi del territorio di Bagno, in primis quelli dell’Uso Civico e della imminente stagione irrigua”, aggiunge. 

“Scendano dall’Olimpo e vedano di stipulare con il Consorzio di Bonifica Interno, Bacino Aterno e Sagittario un accordo per la gestione dei laghi senza il quale il territorio di Bagno rischia per anni di non poter irrigare i campi con le prevedibili conseguenze che ne scaturiranno”, conclude.