L’AQUILA – Ormai è un’epidemia di balconi pericolanti negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, dopo il crollo di qualche settimana fa, per fortuna senza feriti, e gli episodi degli ultimi giorni che hanno coinvolto anche i Map.

Un nuovo caso è stato segnalato questo pomeriggio intorno alle 18, i vigili del fuoco sono intervenuti al secondo piano di una palazzina nel nucleo di Sassa Nsi, dopo la segnalazione di una famiglia aquilana.

La zona sottostante al balcone è stata transennata, così come l’accesso alla terrazza. Peraltro, l’accesso ai balconi è attualmente vietato dopo ordinanza del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, successiva al crollo.

Sul manufatto dovranno essere svolti accertamenti ma, secondo le prime analisi dei Vigili del fuoco, il problema è dovuto a infiltrazioni d’acqua, proprio come accaduto nell’episodio di Cese.

Si sospetta un difetto costruttivo, anche perché in quel quartiere a tirare su le palazzine è stato lo stesso tris di ditte campane, oggi non più in attività, che aveva realizzato gli alloggi difettosi di Cese.

Si tratta di un raggruppamento temporaneo di imprese tra Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa. A curare il progetto era stata la Rpa Srl, di Perugia.