L’AQUILA – “Vogliono menare, anche senza motivo, non è la prima volta che picchiano i miei figli e abbiamo raccolto anche altre testimonianze. Anche io sono stato minacciato. È ora che se ne vadano da questa città”.
A raccontare l’ennesimo episodio di violenza, che si è consumato intorno alla mezzanotte tra ieri e oggi, fuori da un locale di via Garibaldi, in centro storico a L’Aquila, è un uomo esasperato, padre della vittima di 15 anni che ieri sera se l’è vista davvero brutta.
Mentre era in compagnia degli amici, secondo la ricostruzione del giovane, senza un reale motivo, un albanese, già noto alle forze dell’ordine, lo ha prima minacciato e poi gli ha scaraventato addosso una sedia del locale, colpendolo in pieno volto e procurandogli una ferita profonda in testa. Sangue ovunque, come raccontano i numerosi spettatori della scena, tutti increduli.
Il ragazzo, che è pugile, si è difeso sferrandogli un colpo in faccia. Gesto che gli ha consentito di guadagnare terreno e divincolarsi. L’uomo si è allontanato subito dopo.
A chiamare la polizia è stato il padre, un attimo dopo essere stato avvisato dal figlio, ancora grondante di sangue.
Subito la corsa in ospedale, dove è stato necessario medicare la ferita e suturarla con 7 punti.
Il padre ha immediatamente sporto denuncia, con tanto di nome e cognome: “sappiamo chi è, conosciamo la sua banda. Adesso basta”, dice ad Abruzzoweb.
Confermata da più parti l’ipotesi dell’appartenenza ad una banda, la stessa, con molta probabilità, che la notte tra sabato e domenica si è scontrata contro un gruppo di egiziani a San Bernardino.
“Sono 30-40 – spiega il padre del ragazzo – escono in centro e cercano solo guai. Da soli è difficile che cerchino botte, ma se ne sentono la necessità si chiamano al telefono e, nel giro di qualche minuto, raggiungono in massa i loro sodali e aggrediscono una vittima scelta a caso”.
“So quel che dico perché è già successo a un altro dei miei due figli, più grande. E mi è stato confermato da altre fonti lo stesso tipo di comportamento, in altre occasioni”.
“Sono davvero stanco. Non è giusto che i ragazzi debbano aver paura di uscire e vivere il centro”.
Ma c’è di più. “In ospedale – spiega ancora – è arrivato anche questo soggetto. Perché mio figlio, nel difendersi, lo ha ferito. Ci ha trovati lì e, una volta capito che stavo per denunciarlo mi ha detto a bassa voce: ‘ci vediamo fuori, tanto ti ritrovo'”.
“Questo signore deve sapere che non ho paura, anzi”.
Nel frattempo l’uomo ha deciso di portare avanti una raccolta firme.
“Le porterò al sindaco. Deve muoversi e fare qualcosa, basta aspettare, è veramente vergognoso”. (azz.cal.)






