L’AQUILA – Non ci sono molti dubbi: al di là delle statistiche, la percezione di insicurezza da parte dei cittadini aquilani per il numero di reati criminosi in città si fa sempre più forte.
Ha fatto scalpore l’episodio avvenuto ai danni della ditta edile aquilana Palmerini Costruzioni: 500 mila euro tra tir e materiali portati via da un commando di ignoti che ha “lavorato” per tutta la notte, mentre l’ultimo fatto è di appena questa mattina, con la tentata rapina alla banca di giorno e in pieno centro, nella zona della Fontana Luminosa.
Colpi al cuore degli aquilani che si sentono ancora poco protetti di fronte a episodi criminali che anni fa, prima degli sconvolgimenti del sisma del 6 aprile 2009, erano impensabili.
Furti che vengono etichettati con il nome dei supermercati e centri commerciali in cui accadono: il commando armato di kalashnikov che assaltò il portavalori davanti al Carrefour, portando via 70 mila euro; poi il furto al Globo del maggio scorso, con il direttore dell’Europlanet picchiato e rapinato. Qualche giorno, dopo la rapina al distributore che si trova in località Cermone, con un dipendente minacciato e chiuso in bagno.
E poi i tantissimi furti in abitazioni, soprattutto quelle inagibili, abbandonate dopo il sisma alla mercé di intemperie e malintenzionati.
Su questo tipo di reato, anche le forze dell’ordine confermano un aumento rispetto al passato. Sulle azioni criminose più “importanti”, organizzate e violente, invece, manca la consecutività che farebbe scattare l’allarme.
IL QUESTORE: “I PICCOLI FURTI CI SONO, POCHI GLI EPISODI GRAVI”
“Episodi più gravi di criminalità sono fortunatamente pochissimi in città – spiega ad AbruzzoWeb il questore dell’Aquila, Vittorio Rizzi – Se ne accadesse uno ogni 15 giorni, le considerazioni da fare sarebbero diverse, invece dall’analisi che ho potuto fare sono alquanto limitati e del tutto scollegati dal discorso terremoto”.
“Per in piccoli furti, invece, l’andamento è tendenziale, soprattutto quando si tratta di case inagibili. È ovvio che quest’ultimo tipo di reato è collegato al sisma”, ammette.
Secondo il questore “il discorso è complesso e vanno fatti dei distinguo. Il furto a Bazzano costituisce un evento per il quale occorre vedere lo stato delle indagini per fare una valutazione su quanto accaduto – afferma – Non si può mettere in relazione in generale con l’andamento dei furti. Questo si presenta con caratteristiche particolari, la banda che ha colpito sembrerebbe molto ben organizzata”.
Al di là dell’episodio da mezzo milione di euro, invece, “l’andamento della criminalità si è mantenuto sugli stessi livelli dei mesi precedenti tra appartamenti e furti in cantiere”.
Rizzi snocciola poi i dati sulle autopattuglie che la Polstato disloca sul territorio. “L’attività che stiamo svolgendo richiede più interventi sinergici, tutti i giorni stiamo mettendo fuori servizi straordinari con servizi a turno con 5 macchine. Di solito sono 2 macchine a turno, ora si arriva a 7 in alcune fasce orarie, è stata triplicata la presenza. Svolgiamo servizi dedicati, a zone, in città e in tutta la provincia”.
E per il questore qualche effetto c’è. “Notiamo una maggiore percezione di sicurezza da parte della gente – assicura – Per quanto concerne l’attività di prevenzione, per esempio sui sistemi videosorveglianza in centro, ci stiamo lavorando”.
Infine, un appello agli aquilani. “C’è bisogno di maggiore collaborazione con i cittadini per ridurre l’incidenza dei furti in case inagibili: bisogna togliere gli oggetti di valore, l’argenteria, per ridurre il rischio”.
IL PREFETTO: “INDAGINI IN CORSO”
“L’attenzione è costante da parte delle forze dell’ordine e, sul caso specifico, sono in corso indagini”.
Questa è, invece l’unica dichiarazione che ha voluto rilasciare il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci.





