L’AQUILA – “I rimedi alle conseguenze, ampiamente annunciate da mesi dal Siulp, sono le solite raffazzonate strategie di facciata, e cioè, per racimolare personale che possa dare la mera impressione al cittadino che un minimo di presenza di polizia c’è ancora, si pensa bene di scombinare l’apparato grazie al quale le volanti operano”.
Il segretario generale provinciale dell’Aquila del Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (Siulp), Fabio Lauri, torna con una lettera inviata al questore e al prefetto sul problema della riduzione degli organici delle forze dell’ordine soprattutto alla luce dell’aumento dei furti in città.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA
Il sindaco dell’Aquila, dopo avere interessato le Autorità di Pubblica Sicurezza provinciali e nazionali in ordine al problema sicurezza in città, nel corso di recente Consiglio comunale tenutosi lo scorso mese di dicembre, ha reso nota una lettera inviatagli dal Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.
Nella missiva, il Ministro Cancellieri, nel condividere “l’importanza di corrispondere al bisogno di sicurezza della collettività con un approccio globale che tenga conto delle particolarità del contesto di riferimento” desiderava rassicurare il primo cittadino circa il fatto che: “le assegnazioni temporanee di personale effettuate presso la Questura della città avranno termine solo al venir meno delle locali esigenze, come rappresentate dalle Autorità Provinciali di Pubblica Sicurezza.
Gli Uffici del mio Dicastero riserveranno la massima attenzione alle esigenze del Suo territorio”. Oggi, nonostante le cronache e i timori della cittadinanza al cospetto della sicurezza nel capoluogo abruzzese siano ai massimi livelli, stiamo assistendo al completo smantellamento delle assegnazioni temporanee dei poliziotti aggregati, giunti in provincia a seguito del sisma. Dei circa 80 agenti aggregati, al momento ne restano in servizio una quindicina, e a molti di questi è stato preannunciato il diniego di un ulteriore periodo di permanenza città.
Il tema della sicurezza è un argomento che interessa ogni cittadino, condiziona la serenità, le abitudini e delinea il modello di vita, le sorti dei beni e la civile convivenza.
L’ambigua relazione propinata per anni ai cittadini riguardo la sicurezza reale e la sicurezza effettivamente percepita è senza dubbio desueta. Per i cittadini, la distinzione tra sicurezza percepita e sicurezza reale è oramai ben marcata, perché il moltiplicarsi di furti in appartamento, gli atti di sciacallaggio, il crescere vorticoso della disoccupazione, palesano soprattutto a L’Aquila, una realtà allarmante che mal si concilia con le rassicuranti dichiarazioni di qualche alto funzionario dello Stato.
Un Sindacato come il SIULP, sempre attento all’interazione tra l’istituzione e la comunità civile, si colloca proprio nel tratto di congiunzione tra la sicurezza effettivamente offerta al cittadino, ed i dati che vengono loro propinati per fargliela solamente percepire. E’ facile affermare, dopo episodi di sconosciuta efferatezza per questa città, che L’Aquila non è il Bronx, risulta evidentemente più difficoltoso, invece, realizzare che l’allarme sociale è particolarmente elevato, proprio perché il capoluogo abruzzese non è il Bronx, ma una città che fino a quattro anni fa era definita da tutti un’isola felice.
I rimedi alle conseguenze, ampiamente annunciate da mesi dal SIULP, sono le solite raffazzonate strategie di facciata, e cioè, per racimolare personale che possa dare la mera impressione al cittadino che un minimo di presenza di polizia c’è ancora, si pensa bene di scombinare l’apparato grazie al quale, le volanti operano. In riferimento alle asserzioni del Ministro dell’Interno, che con la sua lettera investiva le Autorità locali di Pubblica Sicurezza di rappresentare le esigenze del territorio in relazione al contesto territoriale e la disponibilità del personale aggregato, ci si chiede come mai la disponibilità dei poliziotti in assegnazione temporanea sia destinata all’azzeramento.
La conclusione cui si approderebbe per deduzione, sarebbe quella che le Autorità di P.S. provinciali avrebbero segnalato il “venir meno delle esigenze locali”, e quindi, il Dipartimento di P.S., ha provveduto al ritiro degli uomini; oppure, nel caso in cui Prefetto e Questore hanno effettivamente fatto presente la reale esigenza, significherebbe che lo stesso Dipartimento, ha voluto smentire le dichiarazioni sottoscritte dal proprio Ministro. Si resta in attesa di un gradito riscontro.






