L’AQUILA – “All’intuizione di questa amministrazione di realizzare istituti di partecipazione che favoriscono il coinvolgimento e l’informazione della popolazione sulle decisioni pubbliche purtroppo non è ancora corrisposta un’analoga e necessaria funzionalità degli strumenti. L’Urban center è ancora attraversato da discussioni e preda di frazionamenti, i Consigli territoriali di partecipazione esposti a blocchi e polemiche”.

Lo afferma, in un comunicato, Stefano Albano segretario del partito democratico dell’Aquila, riferendosi alla situazione di stasi in cui si trovano gli istituti di partecipazione cittadina.

Poi aggiunge: ”Per il futuro, anche prossimo, la strada non è quella della rinuncia, al contrario, occorre il rilancio. Gli strumenti che esistono vanno sottratti alla palude, con il concorso di tutti. Guardo in particolare ai Consigli territoriali di partecipazione. Rilanciare tali strumenti spetta in parte agli attori coinvolti in prima persona, e faccio riferimento ai membri eletti”.

Sulle cause di questo immobilismo continua ancora Albano: “un pezzo importante del problema deriva dall’aver interpretato questi Consigli come riproduzioni territoriali in piccolo formato dell’Assise comunale, divisi fra gruppi consiliari contrapposti fra di loro. Tuttavia, nell’idea originaria di chi li aveva immaginati e proposti, essi dovrebbero lavorare da Consulte del territorio, funzionare non secondo una logica divisiva, bensì inclusiva, con l’obiettivo che i 13 componenti il Ctp possano lavorare unitamente”. 

“Con questa logica cambia anche il modo di interpretarne il ruolo – prosegue – non un approccio passivo, come avviene in molti casi, limitandosi a fornire pareri su quanto deliberato dal Consiglio Comunale, ma un approccio dinamico, dove i Ctp diventano protagonisti e stimolo di elaborazione e di proposte. In questo senso il presidente del Ctp più che un sindaco di quartiere assume l’importante ruolo di coordinatore dei lavori”.

Per uscire da questa impasse, sempre secondo il segretario del Pd “una parte rilevante del lavoro però deve svolgerlo la politica. Gli strumenti della partecipazione sono una grande opportunità per L’Aquila, che attraverso di essi può ripartire e rinascere nel segno del contributo dei cittadini. Non è un caso che rappresentanti del Comune di Pescara abbiano chiesto informazioni per replicare l’esperienza dei Consigli territoriali di partecipazione: l’idea e il sentiero tracciato sono quelli giusti, va corretta la rotta se è vero, come è vero, che non tutti i Ctp stanno lavorando male e che anzi alcuni si stanno rivelando importanti modelli di riferimento”. 

“Proprio per questo stiamo lavorando alla costruzione di una proposta di legge regionale che, sul modello di quanto fatto in Toscana, può intervenire per dettare regole e principi comuni individuando gli esempi virtuosi e facendo le dovute integrazioni” conclude.

MA PER ROCCI SONO “CRITICHE STERILI”

“Mi risultano alquanto sterili le critiche che sono arrivate dal segretario cittadino del Pd riguardo la funzionalità dei Consigli territoriali di partecipazione, e soprattutto parlo per il Ctp dell’Aquila centro nel quale io sono stato eletto”, dice Luca Rocci di Forza Italia.

“La gente nonostante la tanta diffidenza iniziale ha creduto in questi consigli territoriali e ci abbiamo creduto anche noi candidandoci”.

“Da quando ci siamo insediati, il Ctp dell’Aquila centro ha sempre svolto il lavoro per il quale è stato creato, e cioè quello consultivo, partecipativo e di promozione”, aggiunge Rocci.

“Nei diversi ordini del giorno si sono affrontati i più svariati temi, dal problema legato alla residenzialità del centro storico alla discussione sull’ornato futuro dello stesso, dalle discussioni e determinazione su delibere consiliari agli incontri di partecipazione promossi e svolti dal Ctp stesso in questi pochi mesi di lavoro”.

“Io credo che la responsabilità di questa ‘impasse’ è la loro, dell’amministrazione, che è azionista di maggioranza, con i suoi 11 consiglieri comunali e con la maggior parte degli assessori comunali”. 

“Sono infatti loro che non riescono a recepire quelle che sono le istanze degli stessi Ctp e che non riescono quindi a dar seguito al loro lavoro”.

“Credo sia assurdo criticare il lavoro che viene fatto dalle tante persone che si sono messe in gioco per la propria città, che ad oggi vive ancora ahimè una vita sociale difficile sia per la carenza di strutture che di strumenti (non sicuramente per colpa dei Ctp)”.

“Piuttosto Albano dovrebbe pensare al proprio partito e ai suoi componenti, tanti dei quali sono stati eletti in questo e in altri Ctp, e che malgrado ciò tanti di questi non partecipano anzi non si presentano ai diversi consigli”, continua Rocci.

“Credo che questa amministrazione e il suo partito dovrebbero fare pace con se stessi, fare un’analisi di coscienza e farla finita di fare campagna elettorale visto che tra un anno ci saranno le amministrative”.

“Come già detto in passato i problemi dell’Aquila non sono questi ma bensì altri, quindi invece di buttare fango sul lavoro degli altri si pensi al bene della nostra città”, conclude Rocci.