L’AQUILA – “Un progetto nato per rafforzare la governance locale e provinciale per potenziare le procedure di accoglienza e integrazione dei cittadini di Paesi terzi” questo l’obiettivo di ‘Più: uffici per l’integrazione’, presentato con un incontro pubblico nell’aula preconsiliare del Comune dell’Aquila.
“Oggi si dà ufficialmente inizio alla parte operativa – ha dichiarato Maria Palleschi del Comune dell’Aquila – il progetto prevede la costruzione di un’ampia rete di collaborazione tra privati e pubblici per quanto riguarda l’accoglienza delle persone migranti che arrivano sul nostro territorio”.
La presenza di immigrati in Abruzzo e nella provincia dell’Aquila è sempre in aumento e i problemi che vanno affrontati sono molti.
“L’obiettivo è quello di creare uno spazio dedicato a queste persone che vanno accolte nella loro interezza. Dobbiamo capire che dietro un evento migratorio c’è sempre una situazione di grande difficoltà nella terra d’origine, che sia una guerra o un’estrema povertà, queste persone quando arrivano qui portano con loro una speranza, un progetto di vita e noi dobbiamo aiutarli a non perdere questi obiettivi di vita”.
Il progetto, promosso dal Comune dell’Aquila, è stato cofinanziato dall’Unione europea attraverso il fondo Fei (Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi) e sarà attuato sul territorio grazie alla partecipazione della fondazione Mondo digitale, alle due comunità montane (Sirentina e Montagna dell’Aquila) e a otto Comuni che già hanno dato la loro disponibilità.
“Noi di Mondo digitale – ha spiegato Ilaria Graziano – svolgeremo una funzione di supporto alla gestione delle attività e di implementazione del progetto. L’Abruzzo accoglie ogni anno sempre più cittadini stranieri, prevalentemente da nazioni come la Romania, l’Albania, il Marocco, la Macedonia e la Cina. Questo progetto punta a rafforzare il raccordo interistituzionale, approfondire la conoscenza dei gruppi migranti e dei loro bisogni per orientare le scelte secondo le necessità, formare e aggiornare il personale di enti pubblici e privati; fornire competenze utili per valutare servizi già offerti e potenziali margini di miglioramento; attivare un portale web del territorio aquilano”.
Il progetto prevede una fase di formazione che sarà rivolta principalmente al personale di enti pubblici e non profit del territorio che si occupano di tematiche legate all’immigrazione e una seconda fase in cui, attraverso due azioni pilota, verranno sperimentati nuovi servizi sul territorio.
Le due comunità montane che partecipano al progetto Più avranno un ruolo di catalizzatori e propulsori.
“Progetti del genere – ha dichiarato Maura Viscogliosi della Comunità montana montagna dell’Aquila – sono necessari e importantissimi. Chi lavora nel territorio sa quanto sono gravi le questioni dello spopolamento e dell’età che avanza tra i cittadini che rimangono nei comuni di montagna. Negli ultimi 3 anni, grazie agli immigrati, c’è stato un aumento costante dei residenti in molti Comuni nei dintorni dell’Aquila. Molte di queste persone si sono trasferite sul nostro territorio con tutto il nucleo familiare ed è proprio per questo che questo territorio deve diventare accogliente sia per i lavoratori sia per far integrare al meglio anche il resto della famiglia, inclusi i bambini”.
“Spesso – ha spiegato Federico Cifani della Comunità montana sirentina – gli immigrati arrivano sfruttando una loro rete di conoscenze, si appoggiano a chi è già su un determinato territorio e può dare consigli utili. La nostra idea è quella di andare a cercare queste reti informali per conoscerle e riproporle in maniera istituzionale. Vogliamo aiutare queste persone a integrarsi e a facilitare i loro rapporti con le istituzioni, penso, per esempio, ai rapporti con le scuole”.
La parte della formazione inizierà il 19 novembre e sarà portata avanti dalla cooperativa Leonardo di Avezzano che da più di dieci anni opera sul territorio abruzzese e laziale. Una formazione composta da 5 moduli di 12 ore l’uno in cui interverranno psicologi psicoterapeuti e assistenti sociali.
“L’attività formativa – ha spiegato Karin Sorgi – aiuta a sensibilizzare le persone che dovranno lavorare con gli immigrati. Quello che serve è un atteggiamento di comprensione e di unione, unione che non significa livellamento, ma anzi. Bisogna aprire la propria mente all’altro, alle nuove culture, alle nuove religioni, alle nuove lingue che queste persone portano con loro. Le aree a rischio nei paesi ospitanti nascono quando gli immigrati non sono integrati e vivono a margine della società. L’attività di formazione è di primaria importanza per sensibilizzare la cittadinanza e le persone che lavorano in questo settore”.
Il progetto Più è stato accolto con grande favore soprattutto dai Comuni che hanno un’importante gruppo di residenti immigrati, come per esempio Pizzoli e Montereale.
“Le persone che si rivolgono a noi – hanno spiegato i rappresentanti di questi Comuni – chiedono un aiuto economico, un alloggio, aiuti per i bambini. In questa situazione economica le amministrazioni pubbliche hanno sempre meno soldi da destinare ai cittadini, per questo siamo molto contenti di partecipare a questo progetto che sicuramente attiverà un processo positivo”.
Presente anche Gamal Bouchaib, il consigliere straniero del Comune dell’Aquila.
“In questo progetto – ha dichiarato – sarà necessaria e inevitabile l’azione sulle scuole e sulle famiglie. Dobbiamo aiutare le famiglie ad avere fiducia nei mediatori e lavorare sulla diffidenza che i cittadini hanno nei confronti delle persone che provengono da altri paesi”.






