L’AQUILA – È morto don Luca Nardis, per mezzo secolo parroco di Valle Pretara all’Aquila.
Il quartiere, dove intere generazioni lo ricordano con affetto, aveva festeggiato i suoi 60 anni di sacerdozio il 29 giugno 2014.
Il parroco si era ritirato nella sua Terranera, piccola frazione di Rocca di Mezzo, dopo aver lasciato Santa Maria Mediatrice, a Valle Pretara, nel 2013 dopo 47 anni di servizio ininterrotto.
Don Luca prese in carico la parrocchia di uno dei quartieri più difficili dell’Aquila nel 1966, battezzando, cresimando, sposando centinaia di persone. Le sue condizioni di salute, dovute a una malattia lenta ma invalidante, non gli permettevano più di essere in prima linea con i suoi parrocchiani.
IL CORDOGLIO DELLA SENATRICE BLUNDO
“Ci ha lasciato Don Luca Nardis, un uomo che lascerà nel cuore di chi lo ha conosciuto un ricordo indelebile. Ha trasformato il quartiere di Valle Pretara, dove ho vissuto la mia adolescenza, prendendosi cura delle necessità di ciascuno dei parrocchiani, senza mai chiedere soldi”.
È il messaggio di cordoglio della senatrice M5S Enza Blundo.
“Durante le funzioni religiose non passava neppure con il bussolotto e viveva del.suo lavoro di Professore di musica nella Scuola Media Carducci, che svolgeva con passione rispettato da tutti. Molti lo ricorderanno dall’aspetto burbero tonaca e occhiali scuri e di pochissime parole, ma quando venivano pronunciate avevano il peso della sua saggezza e profonda spiritualita’ e se qualcuno si rivolgeva a lui nella sofferenza scopriva il volto del padre amorevole”.
“Prima di essere buoni cristiani occorre essere dei bravi cittadini, diceva ai numerosissimi bambini che accoglieva per la dottrina, insegnando loro ad amare il canto e la musica. Don Luca mi ha accompagnata sin dalla mia adolescenza in un percorso di vita che mi ha formata e ricordo ancora l’ansia che abbiamo vissuto in tanti, nella notte del sisma, quando tardava a lasciare la sua chiesa di Santa Maria Mediatrice danneggiata, quella chiesa che non ha più visto ricostruita. Uomini come lui ci hanno donato moltissimo e vivono per sempre, anche quando non possiamo più stringergli la mano. Lo saluteremo a Terranera alle ore 15”.





