L’AQUILA – Va a finire quasi a rissa, e con uno scontro al calor bianco tra il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e i lavoratori cassintegrati dell’ex-polo elettronico, la conferenza stampa convocata dalle opposizioni, sulla vicenda Accord Phoenix, l’azienda anglo-indiana impegnata nello smaltimento degli apparati elettronici e che dovrebbe insediarsi nell’ex Finmek, riassorbendo circa 200 lavoratori del Polo, e su una richiesta di chiarimenti sull’affidabilità dell’azienda da parte di Invitalia, la prova, secondo Gdm, della scarsa affidabilità del’impresa e del’ennesimo fallimento del sindaco, Massimo Cialente.

A scatenare il tutto una domanda di uno dei lavoratori, Giampaolo Biondi, tre figli e con la cassa integrazione che gli finisce a settembre, e che insieme ad altre decine di colleghi ha deciso, non invitato, di partecipare alla conferenza stampa.

“Ok, signor De Matteis – ha osservato il lavoratore – fate pure chiarezza, ma vi facciamo notare che sono dieci anni che al Polo elettronico non si presenta nessuna azienda disposta ad investire, e per una volta che ne arriva una, lei, De Matteis, che in dieci anni di vertenza non l’abbiamo mai vista né sentita, si ricorda solo ora del polo elettronico e solo per avanzare dubbi, rischiando di rovinare la nostra ultima opportunità?”.

Apriti cielo! De Matteis perde letteralmente le staffe, accusa il lavoratore di non aver capito nulla, gli urla in faccia che se rischia di perdere il lavoro la colpa non è certo sua ma di persone come la Pezzopane e Cialente “che vendono illusioni a questa città”. Anzi, lo accusa di essere stato mandato proprio da Cialente a boicottare la conferenza stampa.

Biondi e i suoi colleghi rispondono a muso duro: “Sei tu che fai politica, e infatti ti sei ricordato di noi in campagna elettorale. Anzi a te di noi non ti frega proprio niente! Tanto se salta Accord Phoenix ci andiamo noi in mezzo ad una strada, non tu!”.

Degli altri partecipanti alla conferenza i consiglieri comunali Guido Liris (Forza Italia) e Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022) si defilano, mostrano imbarazzo, prendono di fatto le distanze dallo ‘sbrocco’ di De Matteis mentre Emanuele Imprendente (L’Aquila città aperta come Gdm) a tratti gli dà man forte.

Oramai fuori di sé, De  Mattesi ripete che Accord Phoenix rischia di essere l’ennesima “sòla” portata all’Aquila da Cialente, visto che viene a investire qui per godere dei 50 milioni di aiuti pubblici senza un preciso piano industriale e troppe zone d’ombra.

I lavoratori rispondono, sempre ben oltre gli standard della pacata conversazione, di fare allora una proposta alterativa. Ricordano che, anzi, Accord Phoenix ha dato garanzie di riassumere tutti i lavoratori dell’ex-polo, e che ci metterà 36 milioni di tasca sua, e comunque loro non hanno alternative. I soldi pubblici sono stati dati anche al Polo farmaceutico che non ha assunto nessuno. Un lavoratore invita tutti ad andare via, commentando, “Tanto De Matteis conta poco o nulla”.

GDM: “INVITALIA CHIEDE CHIARIMENTI, MA NON ERA TUTTO OK?”

“Chi è a favore dei lavoratori, chi chiede garanzie ad aziende come Accord Phoenix che vengono a investire e a ottenere decine di milioni di euro di aiuti, o chi non lo non fa, come il sindaco Massimo Cialente?”.

È questa la domanda che pone il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, consigliere d’opposizione al Comune dell’Aquila, a conclusione di una concitata conferenza stampa che ha visto lo stesso De Matteis scontrarsi duramente con alcuni dei lavoratori dei lavoratori in cassa integrazione del Polo elettronico e che dovranno si spera essere riassunti da Accord Phoenix.

Calmati gli animi, va detto che De Matteis ha poi ‘’fatto pace” con i lavoratori, e si è trattenuto a lungo a parlare con alcuni sindacalisti.

Resta aperto però l’interrogativo di De Matteis: in conferenza stampa è arrivato infatti con una lettera inviata da Invitalia l’11 marzo, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, agisce su mandato del Governo, in cui si chiede ad Accord Phoenix, l’azienda anglo-indiana impegnata nello smaltimento degli apparati elettronici e che dovrebbe insediarsi nell’ex Finmek, riassorbendo circa 200 lavoratori del Polo, garanzie e chiarimenti, entro 60 giorni, sulle partnership sulla ” e sul “know-how e la fattibilità tecnica dell’operazione”, importanti per l’investimento aquilano, sulla parte economica finanziaria, si chiedono spiegazioni utili all’istruttoria sulla “sostenibilità economica finanziaria dell’iniziativa, anche in relazione alla disponibilità dei previsti finanziamenti bancari a medio lungo termine, e alla capacità finanziaria degli azionisti di far fronte ad eventuali esigenze aggiuntive connesse alla fase di start up dell’iniziativa”.

“Ma Cialente – si chiede dunque De Matteis – non aveva detto che era tutto a posto, che l’azienda dava tutte le garanzie? Noi per questi lavoratori vorremmo dare certezze, non illusioni, è un nostro dovere politico metterli a conoscenza della realtà delle cose. Questa lettera doveva renderla nota il sindaco, doveva essere il sindaco a pretendere certezza da un’azienda che otterrà decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici”.

E incalza: “Cialente in uno dei suoi deliri quotidiani cerca di far passare l’opposizione come quella è contro ogni cosa. Ma è un grandissima falsità, senza certezza degli investimento non ci sarà occupazione. Lo vediamo del resto come sta andando a finire con l’aeroporto, e anche con il Centro turistico del Gran sasso, dove è vero che ci sono i fondi Cipe a disposizione, ma Cialente dimentica di dire che per ottenerli bisogna prima ripianare i debiti e le perdite”.

“Sono io, è questo fesso che è riuscito a far arrivare all’Aquila 90 milioni di euro di fondi per le attività produttive – ricorda – è questo fesso che sta facendo arrivare preziose risorse al polo farmaceutico che in questo modo salvaguarderà. Mi chiedo Cialente, Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli cosa hanno fatto per i lavoratori, cosa parte le passerelle anche sopra i tetti delle fabbriche?”.

Passata la buriana anche il capogruppo di Forza Italia Guido Liris invita a restare sul pezzo e ad abbassare i toni: “ Mi dispiace per quello che è accaduto, i lavoratori sono le vere vittime di questa vicenda, e noi siamo dalla loro parte. E’ nostro dovere pertanto pretendere la certezza da parte di una società che viene ad investire a L’Aquila e che promette posti di lavoro, di esibire le giuste credenziali. E’ nostro dovere garantire l’assoluta trasparenza e affidabilità di una operazione importante per il destino della città e dei lavoratori che tra qualchenn mese si ritroverao senza neanche gli amortizzatori sociali. Detto questo saremo i primi a brindare con i lavoratori e anche con il sindaco se tutto andrà, come ci auguriamo, per il verso giusto”. Filippo Tronca

CIALENTE: “E’ UN FATTO BUONO”

“La lettera che Invitalia ha indirizzato ad Accord Phoenix e che con tanto veleno, stamani, Giorgio De Matteis sostenuto da Luigi D’Eramo, Emanuele Imprudente, Guido Liris e Corrado Ruggeri, ha presentato alla stampa come un rallentamento dell’iter di approvazione del contratto di sviluppo o, addirittura, espressione di dubbi sulla fattibilità dello stesso è al contrario, elemento assolutamente positivo”.

Lo scrive in una nota il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

LA NOTA COMPLETA

Una lettera dello stesso tenore, differente solo per alcuni particolari, è stata, infatti, inviata anche alle Società Dompé e Sanofi Aventis, segnando il completamento dell’iter normativo per la definitiva concessione del finanziamento.

Una volta approvati i piani economici finanziari e verificata la serietà dei proponenti e delle banche erogatrici, infatti e giustamente, Invitalia chiede la presentazione del progetto esecutivo al fine della verifica della congruità dei preventivi esibiti.

Un processo molto semplice: riconosciuta la fattibilità dell’operazione dal punto di vista economico finanziario e la validità industriale del progetto, Invitalia verifica la serietà della corrispondenza dei preventivi. Se si deve acquistare, ad esempio, una macchina del valore di 5 milioni di euro, Invitalia verifica che il preventivo sia congruo alla spesa effettiva. Null’altro.

È pertanto, quella mistificata stamani, una lettera assolutamente positiva che evidenzia come gli investimenti dei tre contratti di sviluppo, per una cifra complessiva superiore ai 90 milioni di euro, siano credibili e positivi, oltre a segnare un salto in avanti per il nostro assetto industriale.

Redigo questo comunicato, anzitutto per tranquillizzare i lavoratori che attendono di essere assunti ed i tanti giovani che da queste tre realtà attendono di poter avere future occasioni di lavoro qualificato nella loro città.

Attraverso questa nota, inoltre e a distanza di soli pochi giorni, interrogo me stesso, le aquilane e gli aquilani su cosa stia succedendo nel centro destra aquilano. Da che parte stanno?

Perché questa voglia irrefrenabile di smontare, attaccare, screditare, ostacolare qualsiasi progresso? L’attacco ad Accord Phoenix che di fatto è un attacco anche a Dompé e a Sanofi Aventis, l’attacco al futuro del Gran Sasso insieme ad Appello per L’Aquila, l’attacco a qualsiasi sogno e dico sogno che si realizza, rappresenta il cupio dissolvi di chi, in questi anni drammatici, non ha impegnato nulla del proprio tempo e del proprio ruolo per aiutare la nostra comunità e quella del cratere.

Non so come De Matteis abbia ricevuto questa lettera, diretta esclusivamente alla società Accord Phoenix ed in particolare al Signor Ravi Shankar ed al Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento Sviluppo e Coesione, Direzione Generale per l’incentivazione delle Attività Imprenditoriali Divisione IX – Supporto alla Direzione Generale.

Penso che egli passi gran parte del suo tempo come una spia di qualche servizio segreto, ad inseguire questi stupidi scoop che come Willy il coyote gli ricadono addosso. Mentre lui passa il tempo a fare questo, noi cerchiamo di lavorare mattina, pomeriggio, sera e notte.

Mentre detto questo comunicato, sono i macchina per un incontro con il Governo da quale dipende gran parte del nostro futuro.

Il centro destra aquilano invece, in questo momento, è l’unico vero avversario, passando dal non far nulla al mettere i bastoni tra le ruote.

La contestazione che hanno subito stamani da parte dei lavoratori aquilani, credo sia il giudizio che l’intera città ha di questa gente, indegna di rappresentarli.