L’AQUILA – È stato prelevato dalla sua abitazione e trasferito al carcere delle Costarelle di Preturo, dopo la sentenza emessa ieri dalla Cassazione, il nonno “orco” che è stato riconosciuto colpevole di aver abusato della nipotina.

Il terzo grado di giudizio è arrivato al termine di una lunga vicenda giudiziaria iniziata con il rinvio a giudizio dell’uomo nel settembre del 2014.

I fatti risalgono ad un periodo compreso tra il 2011 e il 2013, quando la bimba aveva tra i 7 e i 9 anni, e sono avvenuti in casa dell’uomo, un 76enne dell’Aquila che vive in una frazione del capoluogo.

Un ruolo determinante, nel corso del processo, lo ha svolto anche il fatto che l’anziano è nonno putativo della bimba, senza dunque rapporti di sangue con la piccola: un aspetto che, insieme ad altri, ha convinto i giudici della veridicità della testimonianza della vittima.

L’uomo è stato difeso dall’avvocato Vincenzo Calderoni, le parti civili dagli avvocati Francesco Valentini e Ferdinando Paone.