L’AQUILA – Un aquilano di 41 anni è stato condannato a cinque anni e otto mesi di reclusione con l’accusa di aver abusato sessualmente di una bambina.

L’uomo, accusato anche di stalking nei riguardi dei genitori della minorenne, sua parente, come riporta Il Messaggero, era stato allontanato dal nucleo familiare e da lì ha sfoggiato le sue conoscenze informatiche per far vivere un incubo ai genitori della piccola, assistiti dall’avvocato Antonello Carbonara.

Il 41enne, assistito dall’avvocato Fabio Alessandroni era accusato di aver creato falsi profili Facebook anche a nome degli stessi membri della famiglia, sui quali sono state inserite delle foto, accompagnate con frasi minacciose in inglese e spagnolo e dove avrebbe anche inserito immagini dal contenuto pedopornografico. 

Non solo: come esperto informatico, si legge ancora sulle colonne del quotidiano abruzzese, all’epoca addetto al call center per la registrazione presso l’Inps dei rapporti di lavoro, abusando della sua qualifica ed utilizzando false credenziali appartenenti ad ex dipendenti, aveva registrato fittiziamente presso lo stesso istituto l’instaurazione di due rapporti di lavoro tra il papà della minorenne ed altri soggetti, ma anche comunicando il decesso dello stesso padre di famiglia. 

L’indagato poi per procurarsi un falso alibi aveva denunciato agli agenti della Polizia Postale di essere stato vittima di una intrusione informatica. 

Al termine della requisitoria il sostituto procuratore della Repubblica, David Mancini ha chiesto per l’uomo la condanna a 5 anni di reclusione. L’avvocato Alessandroni ha annunciato il ricorso in Appello. 

Le altre parti civili sono state rappresentate dagli avvocati Massimo Manieri, Gaetano Isidori e Guglielmo Santella.