L’AQUILA – Il 9 maggio di dodici anni fa se ne andava, a causa di un brutto male e in piena emergenza sisma dell’Aquila, Alessandro Orsini, una delle storiche firme del giornalismo abruzzese che ha legato il suo nome, tra l’altro, a quello del quotidiano il Messaggero.

Domani, alle ore 10, nella chiesa di San Silvestro, ci sarà una messa per ricordarlo.

Un atto più che dovuto, quello di rinnovare la memoria di un grande giornalista, a cui non si sottrae Aldo Di Bitonto, ex bandiera dell’Aquila Calcio e collega, una volta appesi gli scarpini al chiodo, “di una persona meravigliosa – dice ad AbruzzoWeb Di Bitonto, 90 anni nel 2020 e la solita, straordinaria capacità di raccontare –. Per anni, all’Aquila, io che in questa città sono arrivato da triestino, ero, quando scrivevo ‘quiju strunzu’, forse perché di pallone ci capivo perché ero stato calciatore e quindi ho portato la mia esperienza anche nel giornalismo, scrivendo anche per il Messaggero all’Aquila, quando il ‘capo’ era un altro grande di questo mestiere, il ‘maestro’ Guido Polidoro”.

“Per fortuna, né Alessandro, né Guido mi hanno mai chiamato ‘quiju strunzu’ (ride, ndr). Erano uomini limpidi, senza doppie facce. Caratteristica che hanno mantenuto e applicato scrivendo”, continua.

“Il mio abbraccio va alla sua famiglia, alla sua splendida moglie Rita, ad Andrea e ad Alberto che è il giusto erede nel giornalismo. Ricordo con gioia una delle tante volte in cui abbiamo guardato insieme L’Aquila Calcio, una delle passioni che Alessandro ha trasmesso ad Alberto, a Barletta qualche anno fa, nella città di origine dei miei genitori. Sono ricordi indelebili”, conclude Di Bitonto. Roberto Santilli