L’AQUILA – “Se oggi è possibile parlare di zona gialla prima di Natale, è grazie alla mia decisione di anticipare la zona rossa il 18 novembre. A tal proposito, è già in corso l’interlocuzione con il ministro”.
Lo afferma il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, secondo il quale “definitivamente messa alle spalle la vertenza sul passaggio in zona arancione, il dibattito ora si concentra sui tempi di ritorno in zona gialla. Si moltiplicano le prese di posizione di esponenti politici, sindacali, imprenditoriali e semplici cittadini: è bene fornire a tutti gli elementi di conoscenza che possano chiarire il percorso che abbiamo davanti e le rispettive responsabilità”.
“Rispettando i tempi burocratici imposti dal Ministero – spiega una nota – , l’Abruzzo entrerebbe nella zona gialla domenica 27 dicembre, al termine degli ulteriori 14 giorni minimi di permanenza in arancione. Sono i tempi scanditi dalla rigida e letterale applicazione delle ‘regole’, senza le deroghe e la flessibilità dettata dall’aderenza ai dati reali che, pure, il Governo avrebbe potuto adottare nel rispetto della legge (che questa facoltà di deroga attribuisce al ministro sulla base dei report forniti dalla Cabina di Regia che, nel caso dell’Abruzzo, aveva rilevato positivamente l’anticipazione della zona rossa). Già in questo caso, è bene far notare che le ordinanze adottate dal ministro Roberto Speranza portano la decorrenza a partire dalla giornata di domenica (la prima il 22 novembre) invece che dal lunedì, perché l’Abruzzo si trovava già in regime di restrizioni da zona rossa per autonoma decisione della Regione. Altrimenti, la prima ordinanza avrebbe avuto decorrenza da lunedì 23 novembre, trascinando l’attuale ultima decorrenza a lunedì 28 dicembre (invece che domenica 27)”.
“La posizione dell’Abruzzo è che nell’attribuire la fascia di appartenenza si debba prioritariamente tenere conto dei dati epidemiologici reali. Con questo spirito decidemmo di anticipare la zona rossa con decorrenza mercoledì 18 novembre senza attendere il successivo report della Cabina di Regia. Quando si deve curare una malattia non si deve perdere tempo con la burocrazia. Prima inizia la ‘cura’ e meglio è. Iniziare tempestivamente la cura accorcia anche i tempi di recupero. È un’esperienza che nessun ‘medico’ può negare. Per questo – chiarisce la nota – , leggendo i dati che collocano l’Abruzzo perfettamente in linea con la media nazionale su tutti i principali indicatori (Indice di contagiosità, tasso di occupazione posti letto in terapia intensiva e area medica, indice di ospedalizzazione, percentuale di positivi sui tamponi effettuati, numeri di tamponi eseguiti…), abbiamo chiesto di anticipare il ritorno in arancione dallo scorso 7 dicembre (e l’Abruzzo vi è rimasto tutta la settimana tranne sabato per l’evidente impuntatura del Governo a voler stabilire una ‘questione di principio’ prescindendo dal merito). Accettando questa versione, l’Abruzzo potrebbe tornare in zona gialla al più tardi lunedì 21 dicembre”.
“Come tutti sanno – osserva la nota – , è in corso un forte dibattito sulle conseguenze del blocco degli spostamenti interregionali anche nelle zone gialle a partire dal 21 dicembre. Se dovesse permanere tale blocco, avremmo un buon argomento per presentare al Governo una richiesta di decretare la zona gialla domenica 20, al fine di consentire una minima ‘finestra’ di spostamenti per una Regione altrimenti ‘chiusa’ da metà novembre a gennaio, ‘riallineando’ l’Abruzzo al resto d’Italia di cui condivide la medesima condizione epidemiologica. Rispetto alla posizione della Regione, il ministro Speranza ha replicato che mantiene la disponibilità a considerare come termine di decorrenza quello di mercoledì 23 dicembre, riconoscendo gli effetti dell’anticipazione autonoma della zona rossa ma senza ‘derogare’ dalla durata dei periodi di ‘permanenza’”.
“Condizione necessaria per tornare in zona gialla, va comunque ricordato, è che i dati del contagio continuino a migliorare come avviene ormai da settimane. Per questo è bene non abbassare la guardia e continuare a mantenere comportamenti responsabili. Compreso quello di non perdere l’opportunità di sottoporsi al tampone antigenico rapido con lo screening massivo in corso: dopo la provincia dell’Aquila, ora è in corso in quella di Teramo e dalla settimana successiva anche Chieti e Pescara. In sintesi, l’interlocuzione tra le Istituzioni è in corso e non si è mai interrotta, nemmeno nei giorni segnati dal conflitto di fronte al Tar. Questa interlocuzione ci permette di assicurare che la prospettiva di entrare in zona gialla prima di Natale – al più tardi il 23, se non qualche giorno prima – è una prospettiva molto concreta, che dipenderà (oltre che dai dati del contagio) dalla volontà del ministero di riconoscere all’Abruzzo (come già dichiarato) i buoni risultati e la buona pratica di anticipare la zona rossa. Un anticipo che, se non ci fosse stato, avrebbe causato forti danni, compreso quello di dover attendere dopo Natale”.
“In occasione della prossima Cabina di Regia, convocata venerdì 18, presenteremo una dettagliata relazione per sostenere le nostre tesi e le nostre ragioni, e alla luce del Report settimanale sottoporrò subito dopo al ministro una motivata bozza di ordinanza sulla quale acquisire la sua intesa”, conclude la nota.
D’ERAMO: “BENE MARSILIO, DA OPPOSIZIONE CRITICHE STRUMENTALI”
“Il percorso delineato dal presidente Marco Marsilio è assolutamente coerente: il governo ora riconosca quanto ha fatto l’Abruzzo per il contenimento del contagio e allinei la nostra posizione a quella del resto d’Italia. Se i dati dovessero consentirlo ci attendiamo che l’Abruzzo possa diventare zona gialla a ridosso il 20 dicembre, così da consentire una minima finestra per gli spostamenti e permettere a ristoranti e bar di attutire le difficoltà di questa fase”.
Lo dichiara il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo. “Ancora oggi, purtroppo – continua D’Eramo – assistiamo a critiche e strampalate prese di posizione che arrivano dalle forze di opposizione in Regione che sono, però, forze di governo del Paese. Mentre il centrodestra e il presidente Marsilio hanno combattuto strenuamente da un lato per abbassare la curva del contagio e tutelare la salute, attraverso chiusure anticipate e screening di massa, e dall’altro provare ad aiutare il sistema economico e produttivo, centrosinistra e Movimento Cinque Stelle hanno speso il loro tempo a criticare in maniera scarsamente costruttiva, strumentalizzando lo scontro politico. Invece avrebbero potuto interloquire con i loro referenti nazionali per aiutare l’Abruzzo a uscire dalla gravissima difficoltà”.
“Sono rimasti a guardare, puntando di volta in volta l’indice contro chi, in prima linea, ha combattuto davvero per la regione. La Lega, coerentemente a quanto sempre fatto, proseguirà nel solco già segnato: stare accanto alle persone, alle imprese, ai commercianti, ai commercianti, a chi è più in difficoltà”, conclude D’Eramo.






