LANCIANO – Il fronte anti-trivelle prova a bissare a Lanciano (Chieti) l’enorme partecipazione della marcia pescarese del 2013.
Tra i 30 e 40 mila manifestanti dovrebbero raggiungere sabato 23 il capoluogo frentano per tornare a dire no alla petrolizzazione a largo della costa adriatica.
I numeri per prevedere una grande movimentazione ci sono tutti: circa 370 adesioni tra enti, comitati, associazioni, sindacati, partiti, diocesi, aziende e organizzazioni di categoria; 60 mila volantini distribuiti; oltre 20mila visualizzazioni da 51 Paesi per il sito dedicato; oltre 20 mila visualizzazioni in soli tre giorni dell’inno ‘Com’è profondo il mare’; 20 incontri pubblici in Abruzzo e 15 nel resto d’Italia; flash mob spontanei a Roma e Bologna.
Anche la Regione Abruzzo sarà presente in massa alla manifestazione.
Il coordinamento No Ombrina 2015, promotore dell’iniziativa, parla di “boom di adesioni: in queste ore – dicono – sono salite a 370 e continuano ad arrivare senza sosta, da parte di soggetti sia abruzzesi che nazionali.
Nell’elenco delle adesioni spicca una categoria particolare, quella dei traboccanti, i gestori dei simboli della nostra costa, il trabocco. Addirittura è pervenuta l’adesione di un Comune svizzero, Rougemont, che sarà presente con una delegazione e due consiglieri comunali”.
Trentacinque artisti abruzzesi hanno inoltre rivisitato il brano ‘Com’è profondo il mare’ di Lucio Dalla, facendolo diventare un inno contro la piattaforma Ombrina e, più in generale, contro la deriva petrolifera.
La manifestazione di Lanciano si snoderà da viale Cappuccini, per proseguire in direzione centro, continuando in via Ferro di Cavallo, fino a via Dalmazia. Proseguirà poi lungo corso Trento e Trieste, fino a raggiungere piazza Plebiscito. Dal palco un breve intervento unitario, la lettura di due testi di studenti selezionati con il concorso lanciato dal coordinamento e poi, a seguire, un concerto.
Mentre l’Abruzzo si mobilita, Roma torna a ribadire che “il rilascio di un titolo di concessione di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare rimane nella competenza istituzionale del Ministero dello Sviluppo economico”.
Lo ha ricordato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti rispondendo al question time a proposito di autorizzazioni per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi nel mare Adriatico, nella zona antistante l’Abruzzo.
Al ministro ribatte il parlamentare di Sinistra ecologia e libertà Gianni Melilla, che commenta con queste parole la risposta al question time: “Il governo ha ignorato la volontà popolare di difendere il mare e l’economia blu e si è schierato dalla parte delle multinazionali straniere che vogliono realizzare decine di pozzi petroliferi a poche miglia dalla costa, da quella stessa costa in cui lo Stato ha istituito un parco nazionale per tutelare quelle bellezze paesaggistiche ed ambientali”.
Sulla questione intervengono anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e l’esponente pescarese del partito Maurizio Acerbo che, nell’annunciare la loro partecipazione alla marcia frentana, hanno detto che “è gravissimo che il governo, per bocca del ministro Galletti, confermi il parere positivo del Comitato Via a un progetto che prevede di ormeggiare per 24 anni una grande nave raffineria Fpso di 320 metri di lunghezza davanti al Parco della Costa Teatina”, nelle acque tra Abruzzo e Molise. (ar.ia)
MAZZOCCA, ”REGIONE PRESENTE, VOGLIAMO SVILUPPO REALMENTE SOSTENIBILE”
“Domani la Regione sarà a Lanciano (Chieti) per “ribadire un no deciso alla deriva petrolifera che alcuni vogliono far prendere all’Adriatico e al nostro territorio. Fin dall’inizio abbiamo condotto una serie di attività che vanno in questa direzione, cioè evidenziare al massimo il nostro obiettivo principe: perseguire uno sviluppo realmente sostenibile del territorio”, le parole dell’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, il quale illustra i motivi dell’adesione della Regione alla maxi manifestazione.
Nel corso di una conferenza stampa, affiancato dal consigliere regionale Luciano Monticelli, Mazzocca ha sottolineato che “tali prerogative che si scontrano con la coltivazione di idrocarburi in mare” ed ha fatto il punto su quanto portato avanti in dieci mesi di Giunta di centrosinistra: “i ricorsi contro l’articolo 38 dello Sblocca Italia – ha ricordato – le delibere formalmente e politicamente rilevanti per osteggiare questo tipo di attività e il fatto di aver evidenziato la nostra prossima linea strategica, cioè continuare l’interlocuzione col Governo per far capire al meglio le esigenze”.
“Qualora si continuasse con il muro contro muro – ha detto l’assessore in riferimento a Ombrina Mare ed Elsa 2 – non esiteremo a procedere verso i competenti organi giudiziari avverso il decreto di compatibilità ambientale se dovesse essere emesso da parte del ministero dell’Ambiente e dei Beni culturali e avverso anche il decreto di concessione definitiva se dovesse essere emesso dal ministero dello Sviluppo economico”.
“Stiamo cercando di recuperare del tempo perso e delle occasioni perdute. Se magari si fosse intervenuti qualche anno fa, adesso non staremmo a questo punto. Sessantasei mesi della precedente Giunta regionale persi completamente: non hanno detto una parola i miei colleghi dell’attuale minoranza consiliare che all’epoca invece erano in maggioranza né su questo tema né sul Parco della costa teatina – ha sottolineato – che sicuramente dei riflessi benefici sull’intera vicenda li avrebbe avuti. Ora è stata definita la perimetrazione, speriamo che si possa realizzare questo ulteriore tassello”.





