L’AQUILA – Quest’anno il Giubileo aquilano dura di più: una Perdonanza Celestiniana extra large, non più legata al tradizionale programma dal 23 al 29 agosto ma che comincerà il 16 e si concluderà il 6 settembre con un maxi evento “eccezionale, unico e irripetibile”, la maratona di 24 ore con quasi 600 jazzisti.

Lo promette ai microfoni di AbruzzoWeb il vice presidente del Comitato organizzatore, Alfredo Moroni, evidenziando che, a fronte dell’assenza del “concertone” del “big” nel cartellone canonico, “il grande evento c’è eccome” nell’edizione numero 721, la 31ª dell’era moderna.

Un evento che costerà 50 mila euro di logistica in più sul budget, aggiungendosi ai 200 mila ormai “soliti”, e per fortuna che il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha ottenuto la partecipazione gratis degli artisti, mentre la Siae abbattuta, in quanto sponsor, farà risparmiare ulteriormente. Non è, comunque, la sola novità.

“Ci sono novità prima di tutto nei luoghi – spiega Moroni – Il corteo sia storico che civile partirà palazzo Fibbioni mentre il centro di una serie di iniziative ed esibizioni teatrali sarà la Basilica di San Bernardino. In secondo luogo, l’evento non verrà confinato come sempre tra il 23 e il 29. Comincerà invece il 16 agosto da Sulmona e accompagneremo la fiaccola con i tedofori, precedendola con spettacoli tra Pratola, Fontecchio, Fossa e Paganica, fino ad arrivare all’accensione del tripode del 23”.

“La Perdonanza si conclude il 6 settembre con un evento eccezionale, unico e irripetibile: i 580 musicisti jazz che, su proposta del ministro Franceschini – prosegue – saranno qui a dimostrare che questa musica unisce e integra, e il tema dell’integrazione di quest’anno è molto coerente con questa iniziativa. Il grande evento c’è”.

Il cartellone è, come al solito, molto ricco. “Ci sono anche altre iniziative nel periodo canonico 23-29. Molto importante sarà il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, il 29, un’orchestra multietnica internazionale. A San Bernardino il 25 verrà ospitata la Passio hominis di Antonio Calenda con Lina Sastri”, elenca l’ex assessore della Giunta Cialente, oggi direttore dell’area Amministrativa dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta).

“Stiamo cercando di dare qualità, di fare un salto che consentirà a chi giudicherà nel mese di novembre il merito che riteniamo di avere, la Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità, cioè l’Unesco, sarà certo, convinto che questo riconoscimento può essere dato a giusta ragione”, afferma ancora.

Indispensabili correttivi. L’anno scorso la partenza articolata tra palazzo Fibbioni, dove pareva dovesse trasferirsi a giorni il Comune e invece c’è voluto un altro intero anno, e piazza Duomo, ha provocato un disastro logistico.

“Servono correttivi – conferma l’organizzatore – Avendo un luogo di rappresentanza come palazzo Fibbioni, tutto il corteo, anche la parte civile, si avvierà alle 16 da lì. Anche nell’ordine di partenza ci sono modifiche: inseriamo la presenza dei quarti, che non consentiranno più che i Comuni sfilino in ordine alfabetico ma all’interno di una composizione per quarti”.

Una Perdonanza pensata per prolungarsi ancora di più “C’è una condizione che stiamo cercando di determinare – sottolinea – un collegamento tra il nostro Gibileo annuale e il Giubileo della Misericordia che Papa Francesco celebrerà dal mese di dicembre”.

Come auspicato già dalla mini inchiesta di AbruzzoWeb dello scorso marzo in cui quattro esperti di turismo, marketing, comunicazione e spiritualità hanno detto che quella offerta da Papa Bergoglio è una chance da non perdere.

Quanto alla pubblicità, “deve qualificare al pubblico più vasto la Perdonanza non solo come momento ma come intenzione di visitare il nostro territorio. Un territorio quest’anno più partecipe, perché i Castelli fondatori sono tutti parte del Comitato. Siamo su Roma con i nostri manifesti, su Trenitalia e sui Frecciarossa. Peraltro non ci è costato nulla, quindi tanto meglio”, fa notare.

C’è poi il problema del budget. L’anno scorso è stato un disastro, in bilico fino all’ultimo dopo che la banca Bper ha tagliato il suo contributo da 90 mila a 10 mila euro, reclamando vecchi debiti, e ci ha dovuto mettere una pezza la Regione Abruzzo, con il cartellone in forse fino a pochi giorni dal via.

“La ricerca delle risorse è sempre attenta e spasmodica, è molto difficile perché quelle pubbliche sono sempre più limitate e gli sponsor devono essere legati a un beneficio che riescano a ottenere in termini di visibilità e altro – ammette Moroni – Quest’anno sono aumentati come qualità e quantità e quindi abbiamo un budget leggermente superiore, lavoriamo con la prudenza grazie alla quale siamo riusciti a evitare consuntivi in rosso negli ultimi due anni”.

“Quest’anno abbiamo un costo aggiuntivo, la grande giornata del 6 settembre è di solidarietà, i musicisti si esibiscono gratis, c’è un impegno del ministero e la Siae fa da sponsor – aggiunge su questo aspetto – ma service, ospitalità e altro rappresentano un costo straordinario: per oggi al Comitato costa 50 mila euro, ma sono soldi ben spesi”.

Chiusura su Expo. La Bolla del Perdono, il documento di Papa Celestino V che dava il via al Giubileo, quella vera, è lì.

“Siamo soddisfatti perché è stata inserita tra i Tesori d’Italia e non tra percorsi non rappresentativi di un valore storico – rivendica il vice presidente del Comitato – È stato riconosciuto dai curatori, a cominciare da Vittorio Sgarbi, che la Bolla è simbolicamente come valore e come messaggio un elemento importante della mostra stessa”.

“Qualcuno diceva che non ci sono spiegazioni, ma ci sono didascalie ed è collocata lungo un percorso studiato e comprensibile”, chiarisce poi rispondendo alle polemiche, anche queste un refrain di ogni Perdonanza che si rispetti.