L’AQUILA – “I dati del bilancio del 2022 dell’Asl aquilana sono drammatici: un incremento del 124 per cento della passività che nel 2021 era di 29 milioni di perdita, ora siamo passati a 66 milioni”. Lo hanno reso noto, in una conferenza stampa in Comune, il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, e i consiglieri comunali Stefano Palumbo e Stefano Albano, con l’intervento di Francesco Piacente segretario provinciale del partito. Nel mirino i vertici regionali della sanità ma anche il manager dell ‘Asl aquilana Ferdinando Romano “che si nasconde anche in relazione a notizie sull’attacco hacker”. Questo in relazione alla sua assenza ieri alla conferenza dei capigruppo,
“Ma la cosa che ci da una immagine decisiva è quella pessima della mobilità attiva ovvero di gente che viene a curarsi all’Aquila” ha commentato Palumbo, “7 milioni in meno con un saldo finale negativo che ora sono diventati 16. La necessità è che qualcuno spieghi questa situazione. Se ci fossero stati investimenti si potrebbe anche capire ma se il manager non risponde è ora che altri lo facciano, come il sindaco Biondi e il presidente della Regione. Un quadro che se fosse simile anche nelle altre province sarebbe da commissariamento a livello regionale”.
“Grave che il manager non sia venuto alla riunione di ieri”, ha commentato Stefano Albano, “qui non si tratta del solo attacco hacker ma ciò è solo la punta d’iceberg di una serie di problemi. Vogliamo interrogare il sindaco non come persecuzione ma visto che è la massima autorità sanitaria all’Aquila, inoltre presiede il comitato ristretto. Qui vediamo che sempre meno aquilani fruiscono dei nostri servizi per curarsi e viceversa: qui ci sta la mala gestio. Se ieri il manager fosse venuto gli avremmo chiesto anche perchè dopo l’attacco hacker l’Asl ha risposto solo dopo 25 giorni. In una nota ci ha detto che ci sono indagini in corso ma le domande sono solo sui dati e le conseguenze e come deve comportarsi l’utenza non sul segreto istruttorio. E, ancora, per quale ragione non fu rinnovato il contratto con Leonardo sulla salvaguardia dei dati?. Costava solo 100mila euro, cosa grave visto che già dal 23 aprile vi erano stati i primi attacchi al sistema ma nessuno se ne è accorto se non il 3 maggio, quindi nessuno ha vigilato. Ci sta poi la sperequazione dei fondi regionali di edilizia sanitaria: dei 480 milioni in Abruzzo qui ne arriva solo 1. Ci aspettiamo le dimissioni del manger e dell’assessore Verì”.
“Quello della sanità”, ha aggiunto Piacente”, è il più grande fallimento della giunta Marsilio, “non abbiamo un piano sanitario regionale, abbiamo avuto la peggiore gestione in Italia durante il Covid e il macrodebito che sale. I nostri poli di eccellenza non sono più attrattivi. Ma la risposta, non solo sui conti, è solo il silenzio imbarazzante dell’assessore regionale con il manager che fugge dal confronto”.
“La gente è critica”, ha detto Pietrucci, “qui c’è scoramento anche per i servizi minimi, si pensi alla difficoltà nel parcheggio, figuriamoci di fronte alle inefficienze dei servizi in ospedali obsoleti. Al San Salvatore non arriverà un euro per la ristrutturazione mentre 500 sono elargiti negli altri presidi. Basta entrare nei reparti e ci si rende conto della situazione. Ci spieghi il manager perchè la sanità aquilana è la peggiore con caduta verticale delle prestazioni nel territorio: la media regionale è meno 15 per cento e all’Aquila è meno 18, Tagliacozzo meno 19, Sulmona meno 33, Castel di Sangro meno 44 per cento, Avezzamo meno 21. Questo è un dato drammatico”.
Pietrucci fa una riflessione. “Non mi spiego il silenzio delle Procure”, dice, “qui siamo di fronte a dei dati di mala gestio e nessuno si muove. Noi li denunciamo ma non succede nulla nonostante la mole di atti”. “All’Aquila”, conclude sui servizi che non vanno, “a Casa della salute si farà al San Salvatore che così diverrà ancora più congestionato mentre noi consigliavamo l’area di Collemaggio”.







