L’AQUILA – “Sono quattro anni che la città medievale dell’Aquila è stata distrutta da un terremoto, più di 300 persone sono morte e migliaia di edifici sono stati danneggiati o distrutti”.
Inizia così un servizio dall’emblematico titolo “Frozen in time” (tradotto “congelata nel tempo”) uscito ieri su una delle reti inglesi più famose del mondo, la BBC (British Broadcasting Corporation), che tenta di riportare all’attenzione degli spettatori la tragica situazione in cui versa ormai da anni il capoluogo abruzzese.
“I palazzi sono vuoti e abbandonati, a eccezione di un ristorante, Trattoria da Lincosta – si afferma nel servizio – che sta tentando di riaprire”.
Ad essere intervistata è proprio la titolare, Romina Muzi, che spiega, in lacrime, come “valga la pena lottare per tornare nella propria casa”.
Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, viene ascoltato in piazza Duomo, davanti la cattedrale di San Massimo, dalla giornalista inglese Luisa Baldini, alla quale dice che ormai si tratta di una sfida, “c’è un grosso problema di burocrazia e la ricostruzione è bloccata dai problemi del governo locale con quello di Roma e dalla mancanza di fondi certi”.
“Abbiamo bisogno di costruire la smart city con nuove tecnologie e i palazzi vanno ricostruiti e rifatti a prova di terremoto”, conclude.
Ma quello che fa più male non sono le parole delle persone ma le immagini di palazzi distrutti, puntellati e logorati dal tempo. Scene che tutti gli abruzzesi sono abituati a vedere, ma fuori dalle “quattro mura” locali non si vedono e si accettano molto facilmente.
Per vedere il video è possibile andare sul sito web della BBC: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-23043088
La British Broadcasting Corporation non è stato l’unico media di tiratura mondiale ad essersi occupato dell’Aquila, prima di lui c’è stato il New York Times, con Michael Kimmelmann, che l’ha presa come esempio ‘da non seguire’ per la ricostruzione delle aree dello Stato di New York, Staten Island e Rockaways, colpite dagli uragani dell’anno scorso.






