CHIETI – Sono state fermate quattro persone, dalla polizia keniana, ritenute responsabili dell’omicidio di Rita Fossaceca, la radiologa 51enne uccisa durante una rapina in casa, in un villaggio non lontano da Malindi.
La donna, originaria di Trivento (Campobasso) al confine tra Abruzzo e Molise, si era laureata all’Università di Chieti, dove in molti la ricordano, prima di trasferirsi a Novara, dove lavorava all’ospedale.
Si era presa delle ferie insieme a due colleghe per prestare servizio volontario in un orfanotrofio del paese africano, per conto di una associazione non governativa (Ong) di cui facevano parte.
Tre dei fermati sono lavoratori della villa in cui è avvenuta la rapina, sospettati di essere collusi coi rapinatori. E uno di loro dovrebbe essere il mandante del delitto.
La rapina, con il drammatico epilogo, poche ore prima della partenza per l’Italia. Sarebbero stati sei in tutto i banditi in azione.
DOMENICA I FUNERALI
Si svolgeranno domenica, nel Duomo di Novara, i funerali di Rita Fossaceca.
A celebrarli sarà il vescovo della città piemontese, monsignor Giulio Brambilla.
Dovrebbero invece rientrare domani a Novara le due infermiere ferite nella rapina che è costata la vita alla radiologa.
“I missionari, siano essi volontari laici, religiosi o sacerdoti ‘Fidei Donum’, proprio perché esposti in prima persona nel loro servizio, vanno considerati quale espressione della parte migliore della società italiana”, commenta monsignor Mario Bandera, direttore del Centro Missionario Diocesano di Novara.
“Preghiamo affinché il sacrificio della dottoressa Fossaceca possa far crescere una solidarietà autentica verso quei popoli particolarmente svantaggiati – prosegue – Impariamo da queste testimonianze ad aprire i nostri cuori alle necessità del mondo intero per impegnarci nella costruzione di un mondo più umano e fraterno, fondato sulla solidarietà e sulla giustizia”.
BREGANTINI: “ESEMPIO DI ALTRUISMO”
“Un’esperienza della Croce che abbraccia tutta la nostra comunità. Dinanzi ad una simile tragedia che tocca tutta l’umanità ci raccogliamo uniti in preghiera affinché il sacrificio di Rita diventi un messaggio e una richiesta di Pace e di Misericordia, di perdono verso quei fratelli che uccidono il fratello”.
Così l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Bregantini, nel messaggio di cordoglio per la morte della dottoressa Rita Fossacea, originaria di Trivento (Campobasso), uccisa in Kenia “mentre era al servizio di fratelli bisognosi”.
Dal presule anche un appello a tutti i giovani “per un impegno nel volontariato, nelle Caritas, nell’accoglienza degli stranieri che dall’Africa bussano ora alle nostre porte. Diventi perciò il suo sacrificio una spinta ulteriore a ravvivare tutti i servizi di dignità e di ospitalità che le diocesi molisane stanno operando per soccorrere i piccoli e i deboli – conclude – così come ha fatto con esemplarità la nostra sorella Rita”.
Intanto, oggi, con un minuto di silenzio il Consiglio regionale del Molise, in apertura di seduta, ha voluto ricordare la vittima.
Subito dopo il presidente dell’assemblea, Vincenzo Cotugno, ha annunciato che in serata ci sarà una fiaccolata a Trivento (Campobasso), paese d’origine della dottoressa.






