MONTORIO AL VOMANO – Ci si prepara alla festa a Cusciano, la frazioncina di Montorio al Vomano (Teramo), dove sabato scorso dopo una nottata di ricerche è stata ritrovata sana e salva la piccola Katia, bambina di 2 anni e mezzo di cui si erano perse le tracce il pomeriggio precedente.
Dopodomani sera in paese ci saranno porchetta e mezze maniche al cinghiale, che i cacciatori solitamente propongono alla sagra, per festeggiare una storia a lieto fine le cui dinamiche restano però da chiarire fino in fondo.
Negli ultimi giorni in paese sono stati visti agenti in borghese predisporre microfoni direzionali, a dimostrazione che gli inquirenti vogliono vederci chiaro e non considerano affatto chiuso il caso.
Diverse le domande ancora senza risposta. La piccola, dopo aver finito di giocare con Manuel, il figlio di quattro anni dei vicini, si è incamminata verso casa. Non trovando i genitori, ha pensato di cercarli all’orto poco distante. In questo tragitto è sata vista da alcuni paesani che, poco dopo il suo passaggio, l’hanno anche sentita piangere in lontananza.
Marco Di Valentino, il papà di Manuel, non ha dubbi: le lacrime erano dovute al fatto che si stesse perdendo o che neanche all’orto aveva trovato i suoi genitori.
Ad AbruzzoWeb, l’uomo di Torricella Sicura (Teramo), che d’estate trascorre un periodo a Cusciano con la moglie e i due figlioletti, esclude qualsiasi ipotesi di misfatto. “È una piccola comunità dove ci si conosce tutti e c’è un certo affiatamento, chi si pone dei dubbi non conosce il contesto, Katia ha fatto un percorso da sola, non credo che sulla collina ci fosse qualcuno ad aspettarla”, spiega.
Eppure, tra l’abitazione dei Di Valentino e quella della famiglia di Katia, seppur adiacenti, uno spigolo copre la visuale, facendo perdere la vista dopo pochi metri, come spiega lo stesso uomo. E anche la famiglia che l’ha vista passare davanti casa l’ha subito persa di vista.
Chi ha detto che quel qualcuno dovesse essere sulla collina, alla fine del percorso fatto dalla bambina, e non dietro l’angolo? Una delle domande alle quali gli inquirenti dovranno dare una risposta.
Di certo, c’è che Katia “ha fatto un percorso faticoso, ostico” dice Di Valentino, “sfido qualsiasi altra bambina a farlo, non è alla portata di un figlio coccolato di quella età. E questo è il motivo per il quale non è stata ritrovata subito, anche perchè camminando ci si fermava prima di arrivare su perché si riteneva impossibile che da sola potesse arrivare fin là”.
Ci sono poi i cani molecolari che, secondo l’uomo, hanno sviato le ricerche, perché continuavano a portare gli inquirenti all’orto, dove senz’altro c’erano tracce della piccola visto che ci si recava spesso coi genitori, ma non captavano tracce oltre quel bivio.
Quello compiuto dalla piccola è un percorso di 800 metri con un dislivello di un centinaio, con un sentiero che si inerpica nel bosco nel quale nessuno, prima della mattina seguente, ha pensato di salire.
La bambina tornava a casa da sola tutti i giorni, come da sola, insieme agli altri bambini, girovagava per il piccolo paese del teramano.
Mai nessun incidente, nessun episodio spiacevole. “È un paese come una casa, e la casa nasconde ma non perde”, dice il papà del bambino, che esorta a non sottovalutare mai i bambini pensando che alcune cose non siano possibili quando invece può accadere anche che riescano a due anni e mezzo a percorrere lunghi e ostici percorsi. “Questo è il paese della fortuna, perché questa è una storia a lieto fine!”, esclama.
Udito in lontananza dai compaesani che hanno casa sulla via percorsa dalla piccola che cercava di raggiungere i genitori, il pianto non desta sospetti perché, per molti, è solo il segno che si stava perdendo.
Le visite mediche cui è stata sottoposta Katia hanno escluso qualsiasi ipotesi di violenza, sia fisica che psicologica. Ma questo non basta a chiudere il fascicolo delle indagini, che anzi continuano approfonditamente anche con la predisposizione di microfoni direzionali in paese. (m.sig.)






