L’AQUILA – Sorgono già i primi attriti, e c’era da aspettarselo visto il travolgente successo della maratona jazzistica di ieri all’Aquila, tra Pescara ed il capoluogo.

L’ex assessore regionale Carlo Masci, rivolgendosi in particolare al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, promotore ed organizzatore dell’evento, ricorda come il festival di jazz più antico d’Italia sia quello che si tiene nella città adriatica e che, semmai, il governo dovrebbe occuparsi di quello, senza inventarsi appuntamenti fotocopia altrove.

“Se vuole fare un grande festival jazz in Abruzzo” finanzi Pescara, ammonisce Masci dalla sua pagina Facebook, che si domanda se “qualcuno vuole che a Pescara il Festival jazz muoia per farlo a L’Aquila”.

Nato nel 1969, il Pescara Jazz, che subì una pausa per riprendere nel 1981, da quando si svolge ininterrottamente ogni anno, è stato il primo festival estivo dedicato al jazz ed è sicuramente una delle manifestazioni più importanti d’Europa. (m.sig.)

GLI ORGANIZZATORI

“IL PIU’ GRANDE EVENTO DI SEMPRE, ORA SI FARA’ OGNI ANNO”

“Una giornata che passerà alla storia come il momento jazzistico più ricco e importante che abbia mai avuto il nostro Paese”.

Questa la valutazione a freddo degli organizzatori dell’evento “Il Jazz italiano per L’Aquila”, la maratona da mezzogiorno a mezzanotte con 600 artisti e 100 concerti in 12 ore che ha portato nel centro storico terremotato e in ricostruzione 60 mila persone, stima definitiva dell’organizzazione.

Un appuntamento che ha avuto tale e tanto successo che il principale promotore, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, ribadisce quello che aveva annunciato a caldo: “Abbiamo deciso di rendere questo appuntamento fisso: si terrà ogni anno nella prima domenica di settembre”.

LA NOTA COMPLETA

Ieri, domenica 6 settembre, la grande mobilitazione di tutto il jazz italiano per animare con i suoni del jazz il centro storico della città in ricostruzione e contribuire nell’opera di sensibilizzazione indirizzata ad accelerare i tempi della ricostruzione dell’Aquila.

Un grandissimo successo, oltre 60.000 presenze per una giornata indimenticabile per il jazz italiano e per L’Aquila.

Un pubblico festante, proveniente da tutta Italia, ha assistito agli oltre 100 concerti che hanno coinvolto oltre 600 musicisti.

Fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini, dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dal musicista e direttore artistico Paolo Fresu, e grazie al sostegno della Società italiana degli autori ed editori (Siae), con il contributo di Puglia Sounds, l’iniziativa ha visto coinvolti 600 jazzisti per 100 concerti in sole 12 ore.

“Una giornata che passerà alla storia come il momento jazzistico più ricco e importante che abbia mai avuto il nostro Paese – ha dichiarato il ministro Franceschini – Di fronte a un successo talmente clamoroso, con il sindaco dell’Aquila abbiamo deciso di rendere questo appuntamento fisso: si terrà ogni anno nella prima domenica di settembre”.

“Si è trattato del più grande evento jazz mai realizzato in Italia che ha saputo ridare agli aquilani la sensazione di una città viva e vitale”, ha fatto notare.

“Un evento – ha fatto eco Cialente – destinato a diventare una data storica, un inno alla rinascita e alla cultura, vera vocazione e simbolo di questa città”.

“La giornata di ieri all’Aquila ha un alto valore concreto e simbolico per la città in ricostruzione e per il jazz italiano – la valutazione del direttore artistico Fresu – Se l’attesa per questo evento è stata grande, la risposta del pubblico, dei musicisti e degli aquilani è risultata incredibile ed emozionante”.

“Ancora una volta lo strumento della musica diventa un incredibile catalizzatore di energie che suggerisce incontri, pensieri e riflessioni su ciò che stiamo vivendo”, ha concluso Fresu.

Sui 18 palchi, disseminati lungo un percorso a stretto contatto con i cantieri della ricostruzione e attraverso la suggestiva e drammatica vicinanza con i luoghi, i palazzi e i monumenti che lentamente stanno iniziando a rivivere, si sono succeduti oltre 600 musicisti.

Tra questi, Paolo Fresu con il suo storico quintetto, Enrico Rava, Doctor 3 con Gino Paoli, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi, Maria Pia De Vito, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Rosario Giuliani, Rita Marcotulli, Stefano Battaglia, Paolo Damiani, Javier Girotto con gli Aires Tango, Pietro Tonolo, Tiziana Ghiglioni, Dado Moroni, Ada Montellanico, l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi, Francesco Cafiso, ma anche i giovani talenti come Enrico Zanisi e Alessandro Lanzoni e la travolgente energia dei Funk Off.

La partecipazione massiccia dei musicisti e di tutti gli operatori del settore ha confermato quanto oggi il jazz italiano sia sempre più vivo e dinamico.

Lo è sia nelle sue espressioni artistiche sia nella fitta rete di realtà che lo rappresentano su tutto il territorio nazionale, realtà che da qualche anno dialogano tese alla costruzione di un progetto comune con l’obiettivo di dare voce a una musica oggi profondamente radicata in questo Paese.

Il coordinamento di questo grande evento è stato realizzato dall’Associazione I-Jazz, che raccoglie i principali festival e progetti di jazz italiani, unitamente all’Associazione musicisti italiani di jazz (Midj) e alla Casa del Jazz di Roma.

Uno speciale sul “Jazz italiano per L’Aquila” andrà in onda il 26 settembre in prima serata su Rai5.