L’AQUILA – “Non c’è nessun tracollo di iscrizioni all’Università dell’Aquila di cui parla Luca D’Innocenzo, il numero di studenti si sta assestando dopo il doping dell’esenzione delle tasse, e in linea con le nostre effettive potenzialità”
Torna a prendere posizione sulla vexata questio delle iscrizioni all’Università dell’Aquila il professor Sergio Tiberti , che questa volta replica all’ex presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, Luca D’Innocenzo.
Quest’ultimo aveva paventato, contraddicendo l’ottimismo della rettrice Paola Inverardi , un calo di iscritti ben superiori ai 3 mila, da oltre 26 mila a 23 mila, giustificabili con l’introduzione del numero chiuso e dal fatto che si sono tornate a pagare le tasse.
D’Innocenzo parla invece di “un trend di iscrizioni in caduta libera”, come conferma il crollo delle domande di borse di studio e di posti letto.
“Sono sciocchezze – replica Tiberti – le iscrizioni a L’aquila subiranno solo una piccola riduzione, si andrà oltre i 23 mila, e va sottolineato che il calo è inferiore di quello generalizzato che si registra nelle università italiane”.
Per Tiberti invece il numero si attesterà sui 23 mila e anche qualcosa in più. Ed è un bene, tiene a ribadire, perché tanto “le strutture, il corpo docente, il personale della nostra Università non può permettersi far numeri maggiori”.
D’Innocenzo ha poi osservato criticamente che “si vuol far credere che una ridotta quantità corrisponda a maggiore qualità” argomenta poi, “ma le strutture, i docenti, i servizi sono e restano quelli”.
Tiberti la pensa all’opposto, per lui la qualità è data dall’equilibrio di domanda e offerta.
“Noi puntiamo ad un’Università di qualità, vogliamo che uno studente che ha studiato da noi, in ogni parte d’Italia si senta dire ”bravissimo lei si è laureato a L’Aquila, la prediamo!”
E infine il professore non manca di ricordare che le critiche di D’Innocenzo a suo dire sono strumentali, finalizzate a colpire la rettrice Inverardi, essendo l’ex presidente Adsu persona “amica dell’ex rettore Ferdinando Di Orio”, del quale Tiberti è stato tra i maggiori critici insieme ad altri professori.






