L’AQUILA – Sessanta persone all’Aquila sono state sottoposte ad intercettazione telefonica per terrorismo interno o internazionale, tra il 2009 e il 2014.

All’indomani della pubblicazione dei dati ufficiali da parte del Ministero della Giustizia, Giulio Petrilli, aquilano che ha scontato sei anni di carcere per poi essere assolto e che da tempo conduce una battaglia contro l’ingiusta detenzione, fa notare come sia minore il numero delle persone intercettate “per reati connessi alla corruzione, nonostante nel periodo post terremoto i milioni di euro per i vari lavori anche pubblici venivano affidati senza gare d’appalto”.

“Mi sembra strano – aggiunge – che l’attenzione delle intercettazioni e i susseguenti costi siano stati concentrati invece che sulla corruzione più sul terrorismo interno praticamente inesistente o sul terrorismo internazionale dove a L’Aquila non si è mai registrato nessun segnale”.