ATESSA – Commentano su Facebook delle notizie riguardanti l’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ma per l’accusa lo avrebbero fatto con veemenza, in modo offensivo, e quindi sono finiti a processo per diffamazione. 

Si tratta di tre cittadini di Atessa incensurati, D.D.P., 53 anni; M.C., 44 anni, rappresentati dall’avvocato Tito Antonini, e A.G., 37 anni, difeso da Giovanna Ceroli. 

I tre, spiega Il Centro, parlano di D’Alfonso come di un “delinquente”, “una persona che ha passato più tempo nelle aule di tribunale che al lavoro”. Definiscono poi la magistratura italiana “corrotta”. 

A scatenare “l’ira” dei cittadini, che si sono lasciati andare nei commenti, un tema rovente e fortemente sentito nel comprensorio della Val di Sangro, al centro della politica cittadina per via delle sorti dell’ospedale che doveva essere ridimensionato a “Casa della salute di terzo livello”, poi dopo proteste e lotte, è diventato ospedale di area disagiata, almeno sulla carta. 

I post finiti a processo riguardano il budget sanitario. Per il sostituto procuratore del tribunale di Lanciano, Francesco Carusi, i tre avrebbero offeso la reputazione di Luciano d’Alfonso “in proprio e nella qualità di presidente della giunta della Regione Abruzzo”, pubblicando su Facebook, su una pagina atessana, nel luglio 2015, dei commenti fatti sulla base di alcune notizie stampa riguardanti i provvedimenti firmati da D’Alfonso per la rideterminazione del budget in favore della sanità abruzzese. 

Un processo che accende i riflettori sul problema dei commenti sui social dove spesso si scrive di getto, senza pensare alle conseguenze, anche penali, delle proprie azioni.