SULMONA – “Ti dovrebbero stuprare”.
Questa la frase shock che due utenti Facebook hanno rivolto alla giornalista Lilli Mandara e all’avvocato Teresa Nannarone, ex assessore della provincia dell’Aquila che, domenica, in occasione del comizio del vice premier Matteo Salvini, leader della Lega, in piazza XX settembre a Sulmona (L’Aquila), ha srotolato dalla finestra del suo studio uno striscione con scritto “Empio è colui che non accoglie lo straniero”, frase tratta dalla leggenda di Filemone e Bauci tramandata nell’ottavo libro delle Metamorfosi di Ovidio, la cui statua domina la stessa piazza.
Nannarone ha annunciato querela, facendo in una nota nomi e cognomi dei due “commentatori”: la “signora Maria Di Pietro e il signor Nico labano”.
“Nella mia vita di donna da sempre impegnata con le donne, in politica, nelle associazioni, nella professione, tante volte mi sono trovata a confronto con le tante facce della violenza e a riflettere sullo stupro come arma di guerra – afferma nella nota Nannarone – . Oggi assistiamo all’ ‘invito’ allo stupro, e non sono io la prima ad esserne vittima, che sa di ‘politico’, di personale. Che viene da una donna ed è diretto ad un’altra donna. E questa si, credo sia la prima volta. Viene da una donna che porta il nome di Maria ed il cognome che rimanda all’apostolo a cui Gesù affidò la costruzione della Sua Chiesa in terra. Una Maria che espone sul suo profilo immagini sacre, ma che di sacro dentro di sé non ha nulla”.
Una vicenda che attorno alla quale si sono stretti tutti i rappresentanti politici abruzzesi, a prescindere dal colore politico: in molti, infatti, hanno voluto prendere posizione al fianco delle due vittime.
Esprime solidarietà la parlamentare Stefania Pezzopane del Partito democratico , accusando Salvini di essere un “messaggero dell’odio e dell’intolleranza”.
Un commento che ieri ha scatenato la reazione del leader della Lega: “La dem Pezzopane mi accusa di essere un messaggero di violenza? No, sono un italiano che si mette a disposizione degli abruzzesi. Dopo anni di malgoverno di sinistra, sinistra che ha chiuso gli ospedali e non ha fatto nulla per i cittadini, la Lega propone una alternativa credibile. Con la Lega in Abruzzo vanno in piazza migliaia di persone, mentre col Pd c’è il deserto. Anche questo dimostra la voglia di cambiamento del popolo abruzzese”, ha scritto il vice premier.
Anche la Lega Abruzzo ha voluto mostrare la propria solidarietà alle due donne: “La Lega condanna duramente le frasi dal tono minaccioso e sessista rivolte da alcuni utenti Facebook contro la giornalista Lilli Mandara e Teresa Nannarone. Quest’ultima, in occasione del comizio di Matteo Salvini a Sulmona, aveva esposto uno striscione per contestare l’operato del Ministro degli Interni, adottando una forma di protesta democratica e pacifica che noi rispettiamo. Le frasi che in seguito alcuni utenti facebook hanno rivolto a lei e alla giornalista Lilli Mandara, frasi vergognose e denigranti, ci disgustano e cogliamo l’occasione per esprimere massima solidarietà alle due donne coinvolte. Con la speranza di non dover assistere più a questi episodi che nulla hanno a che fare con il confronto democratico”.
Anche il Sindacato dei giornalisti abruzzesi ha espresso in una nota “piena solidarietà alla collega e alla donna con lei ingiuriata e minacciata”, denunciando ancora una volta “lo scadimento del discorso pubblico in forme di intolleranza verso la funzione costituzionalmente garantita della libera stampa”.
“Condanno convintamente le frasi odiose rivolte contro Teresa Nannarone e Lilli Mandara. Frasi violente e volgari che nulla hanno a che fare con il democratico confronto della campagna elettorale in corso. I comizi e le manifestazioni dei partiti della coalizione di centrodestra vedono la partecipazione civile e pacifica di migliaia di cittadini. Tanto pacifica che ai comizi di Salvini, pur essendo presenti gruppi di provocatori che ostentano cartelli e lanciano slogan polemici contro il leader della Lega, nessuno raccoglie la provocazione”, ha affermato il candidato presidente alla Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
Il 30 gennaio 1945, le donne italiane conquistano il diritto di voto.
“Oggi è una certezza che non vi poteva essere un solo passo sulla via del progresso civile e sociale che non potesse e non devesse essere compiuto dalla donna insieme all’uomo”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ricordando la data in cui il Consiglio dei ministri deliberò la ‘concessione’ del diritto di elettorato attivo e passivo. I partiti capeggiati da Alcide De Gasperi (Dc) e Palmiro Togliatti (Pci) si erano già detti favorevoli all’estensione del suffragio.
“La donne hanno portato in politica concretezza, il dono della sintesi, del parlar chiaro. Hanno aiutato la società all’ascolto dei reali bisogni delle popolazioni, hanno protetto, e continuano a farlo, le categorie fragili della società. Ma nel ricordare una giornata tanto importante non posso che rivolgere un pensiero a due donne, a due amiche che, nell’esercizio della loro funzione, sono state oggi offese con la più vile delle frasi. A loro e, a chi ancora oggi vive situazioni di sudditanza va tutto il mio sostegno”.





