L’AQUILA – È destinato a rivoluzionare le politiche industriali, puntando a concorrere al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto di riduzione delle emissioni di gas serra.
Topic è un software made in Abruzzo, un modello matematico messo a punto dalle società Galeno e Metron e finanziato dal Polo di innovazione chimico-farmaceutico Capitank.
Il piano regionale di qualità dell’aria, in corso di elaborazione, individua infatti delle aree rosse nelle quali a causa dell’elevato tasso di inquinamento non saranno consentiti ulteriori insediamenti produttivi. Ma grazie a questo software potrebbe essere concessa una deroga ad attività che grazie alle ridotte emissioni non vadano a gravare ulteriormente sulla qualità dell’ambiente.
“All’inizio del 2015 è stata superata la soglia di 400 parti per milione di anidride carbonica in atmosfera, prima della rivoluzione industriale eravamo a 280 parti per milione”. Il dato che rende l’idea più di mille spiegazioni lo fornisce ad AbruzzoWeb il chimico Francesco D’Alessandro presidente del gruppo Galeno, laboratorio di analisi di Pescara che offre servizi di consulenza nel settore della sicurezza industriale e dell’ambiente.
“Il risultato di questo processo è un riscaldamento globale medio di 0,7 gradi, che può sembrare poco ma ha determinato una serie di sconvolgimento che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi”.
L’aumento della concentrazione del gas serra, dovuto a tutta una serie di sostanze immesse in atmosfera, è imputabile principalmente alle attività industriali o comunque, più in generale, di tipo antropico.
“Per il futuro – aggiunge D’Alessandro – possiamo aspettarci solo un peggioramento visto che non abbiamo cambiato strada. Alcuni equilibri si sono già rotti ma per evitare catastrofi si possono limitare i danni cercando di ridurre le emessioni”.
“Topic – spiega – non è altro che un algoritmo che segue una sua logica poi mutuata da norme internazionali che ci dicono come si calcolano i gas serra”.
Rivolto essenzialmente alle attività produttiva, l’invenzione delle due aziende del Polo Capitank consente di capire come e dove intervenire, già dalla materia prima. Il software permette di conoscere quanto gas serra è stato prodotto nelle diverse fasi di lavorazione e trasformazione, con un controllo costante dell’intero processo produttivo.
L’algoritmo made in Abruzzo può trovare interessanti applicazioni anche nel campo della mobilità. Ad Ortona (Chieti), ad esempio, è stato sperimentato da alcune scolaresche che hanno testato l’impatto sull’ambiente del percorso casa-scuola a bordo di autovetture e bus.
Quella sui trasporti è considerata “l’applicazione migliore”, perchè, spiega D’Alessandro, consente di paragonare modelli di mobilità alternativi, individuando quelli più sostenibili.
La realizzazione del prototipo è stata ultimata a luglio, l’equipe lo ha testato e lo sta migliorando e nel frattempo lo ha presentato nella prestigiosa vetrina di Expo.
“La Regione – è l’auspicio conclusivo di D’Alessandro – dovrebbe incentivare le singole aziende a studiare autonomamente sistemi di miglioramento, perchè se ecocompatibili le aziende si potrebbero insediare anche in aree ritenute sature”.






