ROMA – Il 55,2% della spesa pensionistica dell’Inps, esclusa quella per le pensioni del settore pubblico, è concentrata nel Nord con un picco per la categoria Vecchiaia con il 60,2%.
È quanto emerge dall’Osservatorio Inps sulle pensioni secondo il quale il 24,4% della spesa è indirizzato all’Italia meridionale e le Isole (per la categoria Pensioni e assegni sociali la percentuale passa al 54,3%), il 19,8% all’Italia centrale ed lo 0,7% a soggetti residenti all’estero.
Se si guarda al numero delle pensioni, il 47,9% delle prestazioni è al Nord, il 19,3% al centro, il 30,7% al Sud e il 2,1% all’Estero. Calcolando il coefficiente di pensionamento grezzo (rapporto tra numero di pensioni e popolazione residente per mille) di ciascuna area geografica, si osserva che il Nord continua ad essere l’area con il maggior numero di pensioni per mille residenti (308,8 per mille), seguita dal Centro con il 287,3 per mille e dal Mezzogiorno con il 266,7 per mille.
Il Nord ha un numero di pensioni per residente maggiore per le categorie vecchiaia e superstiti, seguito dal Centro e dal Mezzogiorno, mentre l’ordine si inverte per le pensioni di categoria invalidità previdenziale e per le prestazioni assistenziali.
La regione con minor numero di pensioni previdenziali per residente è la Sicilia (170 pensioni x 1.000 residenti), seguita dalla Campania con 180 pensioni e dal Lazio (181).





