L’AQUILA – Abruzzo in ginocchio a 24 ore dall’arrivo dell’ondata di maltempo che sta flagellando la costa e le aree interne con vento forte, pioggia e neve.

Oltre ai disagi anche tanta paura. Tre esplosioni hanno provocato un vasto rogo nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto (Termo).

Coinvolto il metanodotto che va da Cellino Attanasio a Bussi. Tre le abitazioni coinvolte nell’incidente: una abitata da due famiglie per un totale di 11 persone.

Per ora tre sono quelle curate all’ospedale, due non gravi e una con ferite più significative. La casa più vicina all’esplosione era in costruzione.

La situazione è stata messa sotto controllo dopo la chiusura del gas. Il comune di Atri (Teramo) è senza fornitura.

Sarebbe il cedimento della condotta all’origine dell’incendio, innescato da un cavo elettrico staccatosi da un palo della luce che è rimasto in piedi provocando il gigantesco rogo al contatto col gas.

Non è coinvolto, a differenza di quanto appreso in un primo momento, nessun traliccio dell’alta tensione. Secondo il comandante dei Vigili del Fuoco di Teramo, colonnello Romeo Panzone, non è ancora possibile identificare precisamente le cause del tracollo della condotta, anche se, secondo i Vigili, sono evidenti alcuni cedimenti strutturali del metallo.

Il rogo altissimo è durato per una mezz’ora e si è esaurito progressivamente con la chiusura controllata del gas da parte dei tecnici della Snam.

Poteva essere una tragedia. A salvare i componenti delle due famiglie Ferretti, 11 persone, che vivono vicino al metanodotto incendiato è stata la bufera di vento che ha spostato le fiamme verso valle evitando di investire direttamente le abitazioni.

OTTO IN OSPEDALE, ANCHE UN BAMBINO

Otto le persone che sono state soccorse all’ospedale di Atri, in provincia di Teramo, dopo l’esplosione, nella frazione Mutignano di Pineto, del metanodotto che va da Cellino Attanasio a Bussi (Pescara).

Quattro, tra cui un bambino di dieci anni, sono stati ricoverate. Le altre quattro persone sono in stato di shock.

Lo conferma la direzione sanitaria della struttura ospedaliera.

Il ricovero del bambino sarebbe stato precauzionale. Condizioni serie per la madre, ora in chirurgia.

Dei quattro ricoverati, due sono in chirurgia, uno in pediatria, mentre per il quarto sono in corso accertamenti prima di stabilire il reparto di destinazione.

Nessuno è in prognosi riservata. Undici in tutto le persone le cui abitazioni sono state danneggiate dall’esplosione.

“Il Comune – dice il sindaco di Pineto, Robert Verrocchio – vedrà come ospitarle e si prenderà cura di loro, facendole stare al caldo e provvedendo a ogni esigenza”.

APERTA UN’INCHIESTA

La procura della Repubblica di Teramo ha aperto un’inchiesta per l’esplosione oggi al metanodotto nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto (Teramo).

Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Silvia Scamurra: le forze dell’ordine stanno sgomberando le abitazioni limitrofe all’incendio e hanno posto gli stabili sotto sequestro.

UN TESTIMONE: “UN BOATO, POI COME UN JET”

“Abito a un chilometro e mezzo dall’incidente: ho sentito un boato immenso poi un crescendo come quello del rumore del motore di un jet, un ‘fruscio’ impressionante”.

È la testimonianza di Michele Giorgione, che abita su un piccolo colle a poca distanza dal luogo dove è esploso il metanodotto della Snam.

TRE ANNI FA I LAVORI ALLA CONDOTTA

Tre anni fa, nello stesso punto dov’è esplosa la condotta del gas, erano stati effettuati grossi lavori di consolidamento della tubazione.

Lo riferisce il fratello di uno dei componenti della famiglia Ferretti che abita a pochi passi dal luogo della tragedia sfiorata.

Il testimone ha riferito che sopra il luogo dell’esplosione era stato tolto un vigneto, poi dopo lo scavo era stato ‘reinterrato’ il tubo, ‘fasciato’ di nuovo e poi coperto con ulteriore terra.

Secondo gli abitanti del luogo la zona è a rischio smottamenti e il terreno si è abbassato in più punti.

Queste testimonianze potrebbero dare peso alle ipotesi secondo le quali la rottura del tubo sia dovuto a uno ‘stiramento’ del gasdotto dovuto a smottamenti sotterranei del terreno.

L’ASSESSORE PEPE, “ABRUZZO REGIONE A RISCHIO”

“Si è veramente sfiorata la tragedia”. È quanto dice l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Dino Pepe, accorso sul luogo dell’esplosione del gasdotto della Snam, a pochi passi dalle case Ferretti, nella frazione di Mutignano di Pineto.

Per l’assessore è evidente che “l’Abruzzo è un territorio fragile, sempre a rischio, dal maltempo alle infrastrutture; abbiamo costruito troppo e male, corriamo troppi pericoli, ora dobbiamo smettere di consumare altro suolo, ma fare subito una legge per la protezione e il recupero del nostro territorio”.

Le emergenze ambientali in Abruzzo sono fronti caldi che vanno dalle discariche di veleni, alle lotte per impedire la costruzione degli elettrodotti Terna, o le trivelle per il petrolio in mare.

“Contro le perforazioni – conclude Pepe – siamo andati alla Corte Costituzionale, per gli elettrodotti siamo pronti a combattere, questa regione corre troppi pericoli”.

DI PANGRAZIO, “VICINANZA A COMUNITA’ DI PINETO E ATRI”

“Esprimo vicinanza alle comunità di Pineto e Atri per l’esplosione del gasdotto della Snam avvenuto questa mattina a Mutignano e, particolarmente alle famiglie delle persone rimaste ferite. Fortunatamente, sembrano non esserci conseguenze estremamente gravi”.

Così il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, in merito all’incendio di un gasdotto avvenuto questo mattina a Mutignano di Pineto.

Di Pangrazio ha telefonato al sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, per constatare le conseguenze dell’esplosione.

“Questo incidente – ha aggiunto il presidente – deve indurre tutti a promuovere l’attenzione massima sullo stato della sicurezza in questo importante, quanto delicato settore”.

“Proporrò, pertanto, di avviare, di comune accordo con gli assessorati competenti e il presidente D’Alfonso, studi ulteriori sul gasdotto Snam (che attraversa il centro Abruzzo) e sulla centrale di compressione di Sulmona, per verificare e monitorare lo stato di sicurezza dei gasdotti che percorrono l’Abruzzo”, ha concluso.

COMUNI AL BUIO E SCUOLE CHIUSE

Tanti i disagi vissuti in queste ore in parecchie zone della regione, a cominciare dal black out della linea elettrica: a Teramo è saltata la corrente e da ieri la città è al buio, così come parecchi comuni della costa ma anche dell’entroterra.

L’Enel ha schierato una task force con 200 operai per cercare di ripristinare la situazione.

Ci sono anche problemi anche di approvvigionamento di acque a causa di strade interrotte per frane e allagamenti.

Molte scuole e uffici rimarranno chiusi in diversi comuni anche per oggi.

Il problema verrà discusso oggi in Regione con i presidenti delle tre Province (tranne L’Aquila) per la possibilità di richiedere aiuti al governo per stato di calamità naturale.

Nella mattinata di ieri è stato il vento a creare i maggiori disagi: in alcuni momenti ha soffiato a 130 km orari, creando problemi per la circolazione sull’autostrada A24 nei pressi di Assergi, in direzione Teramo-Roma, dove si è registrato un maxi tamponamento causato dal primo dei mezzi che ha poi generato la carambola di auto e il tamponamento.

Allarme per i fiumi Piomba, Saline, Pescara, Alento, Feltrino, Sangro e Osento. Nel territorio comunale di Ortona sono esondati i fiumi Foro, Arielli e Moro. C’è preoccupazione anche per le frane. Situazione difficile a Villa Celiera colpita oltre un mese fa da una frana in contrada Vagnola con 45 persone evacuate a più riprese, le ultime quattro sabato scorso.

L’ESPLOSIONE FA STRAGE DI ANIMALI

Per puro miracolo si sono salvati gli esseri umani, ma nel rogo del gasdotto saltato in aria a Mutignano (Teramo) ci sono gli animali, le uniche vittime evidenti cadute sul campo insieme allo spregio di alberi e cose.

Enzo Romanelli è vivo, riconosce la fortuna di essere andato via dalla fabbricato che stava rimettendo a posto pochi minuti prima della deflagrazione, ma piange Kira, una cucciola di un anno alla quale portava da mangiare ogni mattina.

Il tetto della casa è saltato in aria carbonizzato, dentro alla proprietà, posta anche questa sotto sequestro per l’inchiesta della procura di Teramo, il vuoto prodotto dalle fiamme.

Intorno all’area del ‘cratere di fuoco’ segni evidenti di altre vittime. Carbonizzato il pollaio dei Ferretti, forse resti di una pecora dentro al recinto con la rete di metallo.

Distrutta una quercia secolare e tutti gli alberi intorno all’area, incenerita la vigna, la stessa vigna che era stata ricostruita 3 anni fa dopo i lavori della Snam per la messa in sicurezza del gasdotto, lo stesso e nello stesso punto in cui è saltato in aria stamattina alle 7,45.

PERDE IL SUO CANE, “PERCHÉ IL TUBO TRA LE CASE?”

Seduto su una sedia a rotelle nel pronto soccorso dell’ospedale di Atri (Teramo), Enzo Romanelli è ancora sotto choc e continua a chiedersi: “Perché hanno costruito il gasdotto proprio in mezzo alle nostre case?”.

Romanelli è il proprietario dell’edificio semidistrutto a valle dell’incendio prodotto dal gasdotto, e delle case della famiglia Ferretti. Romanelli stava ristrutturando la casa paterna per il figlio e la nuora.

“Stamattina dovevano portare i materassi, poi sarebbe stata conclusa. Io ci sono nato in quella casa e mi chiedo perché abbiano costruito il gasdotto proprio in mezzo ai nostri fabbricati in campagna. È tutto distrutto, ora chissà quando me la ricostruiranno”.

Secondo la sua ricostruzione, il gasdotto è lì almeno dagli anni ‘70, “ma non potevano spostarsi di 100 metri? – si chiede Romanelli – Ero venuto questa mattina alle 6.30 per dare da mangiare al mio cane Kira: quando sono andato a vedere le condizioni della casa mi sono sentito male. Cercavo Kira, ma non è rimasta neanche la catena”, ha concluso sconsolato.

UNA SUPERSTITE, “PENSAVO A UN URAGANO POI LE FIAMME”

Anna Calandra è ancora distesa sul lettino del pronto soccorso dell’ospedale di Atri (Teramo), le sue condizioni fisiche sono buone, ma è ancora visibilmente sotto shock.

Occhi rossi, respiro affannato, dice solo: “Un boato, poi porte e finestre aperte violentemente da quello che per me era un tornado, un uragano. Ho pensato al maltempo, ma all’improvviso tutto è diventato giallo, poi le fiamme”.

La donna, sposata con un Ferretti, è testimone diretta del grave incidente al gasdotto.

“Ho preso i bambini, sono fuggita dalla finestra sul retro, ma non mi ero resa conto che fosse il gas. Mia figlia ha chiamato il 118 e poi sono arrivati i soccorsi”.

Anna Calandra conferma come tre anni fa fossero stati fatti dei lavori di consolidamento al tubo che scorreva a 40 metri dalle case e che erano durati qualche mese.

IL MINISTRO GALLETTI, “POTEVA ESSERE GRAVE MA E’ STATO CONTENUTO”

“Ho parlato qualche minuto fa con Luciano D’Alfonso, il presidente della Regione Abruzzo, che è stata la Regione più colpita, anche con un incidente che rischiava di essere grave e dalle prime informazioni risulta sia stato contenuto”, così il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, a margine della riunione del Consiglio Ambiente dell’Ue a Bruxelles.

D’ALFONSO, “GALLETTI VERRA’ IN ABRUZZO”

“Il ministro dell’Ambiente Galletti mi ha confermato che verrà la prossima settimana per verificare di persona i danni e le emergenze”.

Lo ha rivelato il presidente D’Alfonso confermando l’attenzione del ministro relativamente al maltempo e alle emergenze ambientali abruzzesi.

D’Alfonso conferma di avere “parlato con Delrio e siamo nelle condizioni di poter formulare richiesta di calamità e di fornire al Governo un piano di interventi ambientali dopo la stima che stiamo facendo dei danni di questi giorni”, ha concluso.

LA MAPPA DELLE SCUOLE

LE SCUOLE CHIUSE VENERDI’

CHIETI: San Salvo, Fossacesia, Vasto, Chieti, San Giovanni Teatino, Ortona, Francavilla al Mare, Atessa

L’AQUILA: Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Pietransieri, Castel di Sangro, Sulmona, Pratola Peligna, Campo di Giove, San Demetrio ne’ Vestini

PESCARA: Pescara, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pianella, Cepagatti, Spoltore, Penne

TERAMO: Teramo, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Giulianova, Pineto, Martinsicuro, Atri

LE SCUOLE CHIUSE SABATO

CHIETI: San Giovanni Teatino, Ortona, Francavilla al Mare

PESCARA: Pescara

SMOTTAMENTO: TRALICCIO CADE SU CONDOTTA DEL GAS, FIAMME A PINETO

Una condotta del gas si è incendiata nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto (Teramo).

Le fiamme altissime sono visibili a chilometri. All’origine uno smottamento, dovuto al maltempo, che avrebbe provocato la caduta di un traliccio della corrente sulla condotta.

Impegnata al momento tutta le rete di emergenza con squadre dei vigili del fuoco, 118, polizia, carabinieri e protezione civile. Al momento ancora non si è potuto apprendere se vi siano feriti o vittime.

AUTOSTRADA DEI PARCHI: CHIUSI TRATTI PER BUFERA DI NEVE, POI RIAPERTI

Favorevoli condizioni meteo hanno permesso di riaprire interamente il tracciato dell’A24. Codice giallo per vento forte tra la Valle del Salto e Teramo, anche se la tratta è percorribile in entrambe le direzioni.

Più critica la situazione su A25, dove resta il blocco integrale della circolazione tra Pratola e Celano, stabilito d’intesa con le Forze dell’Ordine per la visibilità azzerata dalla neve in bufera.

STRADA CHIUSA TRA ARISCHIA E MONTORIO

L’Anas comunica che sulla strada statale 80 “del Gran Sasso d’Italia” un tratto è chiuso dal km 20 al km 45, a causa della neve e delle forti raffiche di vento, tra Arischia  e il bivio per Montorio al Vomano, in entrambe le direzioni.

Inoltre, in Abruzzo al momento rimangono chiuse la SS81 dal km 72 al km 78 e dal km 164,600 al km 165,600; la SS5 dal km 132 al km 161; la SS652 dal km 36 al km 37,900 e dal km 44,500 al km 53,500; la SS16 dal km 552,300 al km 522,600 e la SS696 dal km 0 al km 13.

Sulle altre strade sono presenti allagamenti e nevicate in corso e il traffico risulta rallentato in numerosi tratti.

Il personale dell’Anas è al lavoro senza sosta per ripristinare la circolazione il prima possibile nei tratti ancora interdetti al traffico.

L’Anas raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”.

Gli utenti hanno poi a disposizione la web tv www.stradeanas.tv e il numero 841-148 ‘Pronto Anas’ per informazioni sull’intera rete Anas.

REGIONE ABRUZZO: ‘’DANNI PER 80 MILIONI DI EURO”

La Giunta regionale abruzzese, riunita oggi pomeriggio a Pescara, ha stimato in 80 milioni di euro i danni provocati negli ultimi giorni dal maltempo, formalizzando al Governo la richiesta di “dichiarazione dello stato di emergenza per le aree del territorio della Regione Abruzzo colpite dagli eventi del 4, 5 e 6 marzo”. Nella delibera con la quale la Giunta regionale, riunita su proposta dell’assessore alla Protezione civile Mario Mazzocca, ha formalizzato la richiesta di stato di emergenza si precisa che, “considerato che sono stati registrati danni rilevantissimi e permanenti, per una prima stima approssimativa, allo stato attuale, di non meno di 80 milioni di euro”, l’esecutivo D’Alfonso dichiara la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 2 lett. C delle legge 225/1992 “in quanto la regione si trova senza dubbio di fronte ad un evento che richiede poteri e mezzi straordinari”.

Si fa presente che il provvedimento sarà “corredato da puntuale e circostanziato rapporto contenente il dettaglio degli eventi accaduti con stima dei danni pubblici e privati, corredato da dettagliato report fotografico ed adeguata rappresentazione cartografica, con puntuale localizzazione delle maggiori criticità” e si dà mandato alla Struttura di Protezione civile regionale di effettuare “gli adempimenti di cui alla deliberazione di giunta n. 4 dell’8 gennaio 2015 (Definizione delle procedure finalizzate alla richiesta della dichiarazione dello Stato di emergenza)”.

Intanto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, rende noto che il Comune di Chieti ha inviato alla Regione Abruzzo un primo elenco di interventi da finanziare, relativo alla stima dei danni causati dalle avverse condizioni meteorologiche.

Nello specifico, gli uffici tecnici comunali hanno stimato in oltre due milioni di euro l’importo dei danneggiamenti al patrimonio immobiliare e al sistema viario.

Entro lunedì 9 marzo gli uffici comunali invieranno alla Regione un elenco più completo, corredato da una relazione tecnica, affinché nell’ambito della dichiarazione di stato d’emergenza comunicata dalla Giunta regionale possano essere contemplati i risarcimenti spettanti alla città di Chieti per i danni subiti a causa del maltempo.

500  RICHIESTE DI INTERVENTO ALLA FORESTALE
 

Sono tutti all’opera i Forestali in forza in Abruzzo per prestare soccorso alla popolazione abruzzese in difficoltà. Sono oltre 500 le richieste di aiuto giunte alla Centrale operativa regionale del Corpo Forestale dello Stato, da parte di cittadini: automobilisti bloccati dalla neve o da alberi caduti, sopralluogo per le valanghe che hanno interessato le arterie stradali, controlli di polizia idraulica per verificare il livello d’innalzamento dei fiumi, presidio di alcuni caselli autostradale, visto il blocco della circolazione, sulle autostrade A24 e A25.
 
Molte le richieste d’aiuto da parte di allevatori per raggiungere il proprio patrimonio zootecnico bloccato in stalle non raggiungibili, a causa della impraticabilità della viabilità ordinaria per via dell’abbondante nevicata, o perché bloccati in montagna.

Questo un primo e sommario riepilogo dell’attività della Forestale in Abruzzo per fronteggiare l’emergenza maltempo che sta interessato la Regione verde d’Europa.

A causa del maltempo, si registra un rischio valanghe “forte 4” su Gran Sasso e Majella. Nel resto del settore il rischio è generalmente “marcato 3”.

Il pericolo è rappresentato dalle nuove nevicate, con manto nevoso caratterizzato da debole coesione, associate a vento. L’alternanza di brutto tempo e sole concorre ulteriormente a rendere instabili i pendii nevosi e fa aumentare il pericolo anche di valanghe spontanee alle alte quote e sui pendii critici (pendenza superiore ai 27 gradi).