MONTESILVANO – La crisi non lascia scampo e pur di arrotondare un po’ c’è anche chi decide di mettere in vendita il proprio corpo, come accaduto ad alcune casalinghe di Montesilvano (Pescara), beccate in una casa d’appuntamenti sequestrata dai carabinieri.

Ma siccome i soldi non bastano mai, neanche al cosiddetto ceto medio, tra le “belle di notte” c’era anche un’estetista.

Pure tra i frequantatori il parterre era ricco: un dipendente pubblico, colto sul fatto mentre si intratteneva con una prostituta italiana, imprenditori, commercianti e un operaio, di età compresa tra i 20 e i 60 anni.

Un blitz dei militari dell’altro ieri, però, ha rovinato i piani delle signore e dei loro clienti, 15 dei quali sono stati identificati. Le indagini andavano avanti da sei mesi e al momento dell’irruzione nel luogo di piacere i carabinieri hanno trovato tutti gli strumenti del mestiere: manette, frustini, preservativi, unguenti nonché tre cellulari “di servizio” attraverso i quali si organizzavano gli incontri.

In base a quanto accertato c’erano tariffe per tutti i gusti di prestazione: dal classico rapporto a due, per cui erano sufficienti 50 euro, fino al menage a trois dal costo di 100 euro.

Nel corso dell’operazione, coordinata dal capitano Enzo Marinelli, sono stati notificati due avvisi di garanzia per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: uno a carico dell’affittuario del locale, un 43enne, e il secondo a una donna 35enne, la tenutaria, entrambi del posto.

Il decreto di sequestro preventivo dell’appartamento è stato emesso dal gip del tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Bellelli, che si sono trovati in linea con le risultanze investigative dei carabinieri.

Sono state identificate quattro prostitute di cui tre italiane e una romena, di età tra i 30 i 50 anni, sia sposate che separate.