PESCARA – “Una banale ma grave perdita all’impianto di un garage inutilizzato scoperto solo dopo cinque anni, ha visto accumularsi un debito che, ancorché prontamente contestato, è in corso di pagamento rateale, come consentito per legge”.

L’assessore regionale Mario Mazzocca si difende così in relazione al debito accumulato con enti pubblici, emerso nell’ambito dell’inchiesta Soget.

La bolletta dell’acqua non pagata da Mazzocca, che non è indagato, è di circa 19.500 euro.

La posizione di Mazzocca è analoga a quella del sindaco di Chieti Umberto Di Primio e del consigliere regionale Lorenzo Sospiri, non indagati neanche loro, che risultano debitori anche loro per fatture non pagate.

Mazzocca si difende e precisa: “mi sono comportato come ogni cittadino che si vede recapitare la notifica di un canone di elevato ammontare per dei consumi inaspettati e fino a quel momento ignorati”.

Secondo le carte, il 14 luglio gli investigatori, coordinati dal pm Gennaro Varone, avrebbero scoperto contatti telefonici tra Gaetano Monaco, legale rappresentante della Soget e unico indagato, e lo stesso Mazzocca.

Il giorno dopo l’ipoteca iscritta il 12 giugno 2014 viene cancellata con una motivazione inequivocabile: “definizione del debito”. Polizia e forestale che indagano però non trovano traccia del pagamento e all’Aca i soldi non sono mai arrivati, anzi è stato comunicato che a marzo 2015 lo stesso Mazzocca ha fatto richiesta di rateizzare il debito.

La rateizzazione è confermata dallo stesso assessore ma resta da capire come abbia fatto la Soget a rateizzare un debito estinto e concedere la possibilità di pagare a rate.