PESCARA – Le carte dell’inchiesta  sembrano confermare  uno scenario di illegalità di affari,  cene  e droga forse mai raggiunto in un Comune: nella “Tana delle tigri”,  dove si giocava a carte e  si assumeva  cocaina,  –  tra “nasi che sembrano aspirapolveri”, “pippotti”, “schede”, “botte” – e dove venivano  decisi  i punti da attribuire per assegnare  agli amici le gare d’appalto indette dal Comune di Pescara e finanziate con i fondi del Pnrr per 5 milioni di euro.

A finire in manette, dunque, Fabrizio Trisi, il dirigente del Settore “Lavori Pubblici” del Comune di Pescara, vicino al sindaco di Pescara, Carlo Masci di Forza Italia e al centrodestra, l’imprenditore edile Vincenzo De Leonibus,  destinatari di contestazioni di numerosi reati, tra cui corruzione, turbata libertà degli incanti, peculato, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. I due pusher sono coinvolti sono Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio.

Sono inoltre indagati  due funzionari comunali, stretti collaboratori di Trisi, Jairo Ricordi e Gianluca Centorame, sui quali pende una richiesta di misura interdittiva, sulla quale il gip deciderà dopo averli interrogati.

Una inchiesta dove si contano più di una dozzina di indagati, fra cui anche il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (Forza Italia), accusato di finanziamento illecito dei partiti. “Attraverso l’interessamento di Trisi -, scrive la procura – l’imprenditore eseguiva finanziamenti e contributi illeciti per un importo complessivo di 400 euro in favore di Sospiri che li riceveva in qualità di candidato alla carica di Senatore nelle elezioni del 25 settembre del 2022”: una cena allo stabilimento balneare Le Naiadi, organizzata da Sospiri e pagata da De Leonibus.

“Nello specifico”, ha chiarito  Sospiri, “mi vengono contestati solo i dettagli organizzativi di una manifestazione elettorale svoltasi in occasione della mia candidatura al Parlamento italiano lo scorso settembre. Manifestazione alla quale mi sono trattenuto pochi minuti, in cui, va detto, non ero l’unico candidato invitato o presente in uno spazio privato, non a uso esclusivo, e soprattutto non l’ho organizzata io. Spero di poter chiarire presto i dettagli della circostanza confermando, come ieri, la mia totale disponibilità”.

Tornando nella tana delle tigri: gli appalti venivano attribuiti a De Leonibus “sia direttamente sia indirettamente attraverso una società schermo, denominata SA.TO. autorizzata a subappaltare i lavori”. L’imprenditore avrebbe pagato al dirigente debiti di droga, 43 pranzi per un totale di oltre 5.000 euro e persino gli spostamenti privati del funzionario.

Tutto ciò con il pretesto della “somma urgenza” dei lavori da affidare, come i lavori di manutenzione del fosso di Vallelunga, per oltre 83 mila euro, e circa 3 milioni e mezzo di euro per la manutenzione delle reti idriche dei Comuni delle zone Litoranea e Metropolitana. E, ancora, i marciapiedi e la viabilità a San Silvestro, da circa 272 mila euro.

Trisi  del resto, sollecita l’imprenditore a non fare l’asso pigliatutto: “Ma non te lo prendere tu”, si legge nelle intercettazioni, “Fallo prendere a qualcuno a nome tuo: dammi un nome e domani lo chiamo”.

Le intercettazioni parlano anche di dipendenti pubblici irritati perché “hanno finito gli arrosticini”, ovvero la droga, e di funzionari che gratificano “con commesse di lavori, anche di rilevante importo, una ristretta cerchia di imprenditori con i quali intrattiene rapporti diretti e confidenziali, spesso a scapito delle previste procedure di gara”.

“Adesso a noi servono 300 euro per pagare la droga… ce la facciamo? Sennò Pino mi massacra. Ho fatto un danno tra sabato e lunedì… venerdì, solo che mia moglie non mi ridà il bancomat”, sono parole di  Trisi rivolte a  Vincenzo De Leonibus.

Gli racconta che ha speso 2 mila euro in stupefacenti in 24 ore: “Eh, però, io in ventiquattrore li ho finiti, ho finito 2 mila euro”. Trisi gli spiega che dovrà astenersi dall’assumere stupefacenti per almeno un mese: parla di “clausura”, prima degli esami per il concorso da dirigente: “Devo stare due mesi serio, se faccio quattro mesi serio non ce la faccio”.

“L’asservimento delle funzioni di Trisi alla volontà e agli interessi economici di Vincenzo De Leonibus”, scrive  il gip, “è tale che il dirigente comunale, per soddisfare le richieste dell’imprenditore, si prodiga anche per garantire la vittoria di Marco D’Andrea, soggetto segnalato da De Leonibus, al concorso presso Pescara Energie”.

Nel mirino  soprattutto le commesse  per l’Asse attrezzato a Pescara.

“Qui si rileva l’interesse del De Leonibus”, scrive il gip, “e l’appoggio di Trisi, il quale ha inserito nella commissione di gara, per uno dei relativi appalti, il suo fidato collaboratore, nonché commensale abituale di De Leonibus, Gianluca Centorame, al fine di agevolare la buona riuscita della commessa, non riuscendo nell’intento per l’intervento di una commissione di verifica amministrativa i cui componenti erano terzi rispetto ai partecipanti all’accordo illecito”.

Fari della Procura e  Finanza anche  sull’appalto Aca. Lì Trisi,  secondo il gip “ha ricoperto, nonostante i rapporti amicali ed economici col De Leonibus, la carica di presidente della commissione di gara, i cui componenti erano stati individuati dallo stesso Trisi in quanto definiti affidabili”.