CELANO -Il prefetto della Provincia dell’Aquila, Cinzia Torraco ha confermato ieri la sospensione dalla carica del primo cittadino di Celano per Settimio Santilli, inquisito nella clamorosa inchiesta “Acqua fresca”, che dopo la revoca dei domiciliari, ha ora è obbligato al divieto di dimora nel comune marsicano.

Santilli non si è dimesso dalla carica a differenza dell’altro indagato eccellente, l’ex parlamentare ed ex consigliere regionale di Fi e Pdl, il vicensindaco Filippo Piccone, che ha da poco ottenuto la revoca dell’arresto in carcere, dopo tre settimane in cella a Vasto. Anche per lui c’è l’obbligo di dimora.

L’ inchiesta della Procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila) ha decapitato il comune di Celano, dove è arrivato il commissario prefettizio Giuseppe Canale, in seguito alla sospensione da parte del prefetto Torraco, di sindaco e vice sindaco. Secondo l’accusa amministratori e dirigenti avrebbero pilotato appalti ed incarichi a favore di amici e conoscenti, tra cui imprenditori e professionisti.

Il prefetto sostiene, come riferisce il quotidiano Il Centro, che è proprio il divieto di dimora a carico del primo cittadino a non consentirgli di esercitare le funzioni amministrative, per cui resta sospeso fino a quando il provvedimento non sarà revocato, anche se di fatto è ancora in carica. Si conferma insomma il provvedimento del 22 febbraio 2021 è stata dichiarata la sospensione di diritto di Santilli dalla carica di sindaco, ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 2012.