SULMONA – Un fronte civico contro le infiltrazioni mafiose ipotizzate nel rogo del Morrone e per collaborare con le autorità preposte a fare luce sulle responsabilità penali ed istituzionali del caso.
Lo ha detto l’ avvocato ed ex consigliere della provincia dell’Aquila, Teresa Nannarone, presentando alla stampa e alla città le motivazioni del neonato Comitato Giustizia per il Morrone, movimento che già conta mille adesioni nel gruppo chiuso della pagina Facebook.
Nel ribadire il fermo ‘no’ a un’ipotesi di rimboschimento per le zone della montagna distrutte dalle fiamme, come ipotizzato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il comitato ha annunciato come prima mossa una richiesta di accesso agli atti ai vari enti che si sono adoperati nella gestione dell’emergenza incendi.
“Richiesta tesa a individuare eventuali responsabilità dirette ed indirette per azioni od omissioni connesse all’incendio del Morrone e degli altri monti della Valle Peligna – spiegano dal comitato – Per quanto riguarda la salubrità dell’aria, i medici che hanno aderito al comitato hanno avviato da qualche giorno, attraverso l’uso di un dosimetro portatile acquistato a proprie spese, una prima rilevazione dell’entità e quantità delle polveri sparse nell’aria dal fumo prodotto dall’incendio”.
Per adesso i primissimi dati emersi non sono tali da suscitare preoccupazione.
“Ma il monitoraggio andrà ripetuto nel tempo – concludono i medici – per avere dati più chiari, soprattutto nei mesi invernali quando la inquinamento diventa più evidente”.





