SULMONA – Avanza veloce l’incendio sul monte Morrone, divampato sabato scorso: sul versante sulmonese le fiamme sono arrivate a lambire, in località Vicenne, l’eremo di San Pietro (o anche di Santa Croce) a 1.379 metri di quota.

Il fuoco ha aggredito la pineta sottostante. Sul versante pescarese la situazione sembra sotto controllo, anche grazie all’azione congiunta di Alpini, Vigili del fuoco e di un centinaio di volontari, coadiuvati dai mezzi aerei.

Oltre al danno ambientale c’è anche quello economico per la Regione Abruzzo, considerando che il costo per l’utilizzo di un Canadair è tra i 15 e i 20 mila euro l’ora, 8 mila euro per gli elicotteri.

Intanto da Pratola Peligna (L’Aquila) è partita l’operazione di ripulitura da legname secco per creare un fronte di sbarramento al fuoco, come richiesto ieri dal sindaco, Antonella Di Nino, e oggi autorizzato dal Parco nazionale della Majella.

“Procediamo alle operazioni di rimozione legname secco e realizzazione di fasce prive di vegetazione atte a impedire il propagarsi del fuoco”, ha annunciato il sindaco.

150 VOLONTARI CONVOCATI ALLE 6, MA NON TROVANO NESSUNO

Sono stati convocati per le 6 di questa mattina nella sede del centro operativo comunale (Coc) di Sulmona, ma al loro arrivo nella struttura allestita per far fronte all’emergenza provocata dall’incendio sul monte Morrone hanno trovato solo un addetto del Comune a presidio dell’ufficio.

Circa 150 volontari del posto che avevano dato la disponibilità a partecipare alle operazioni di spegnimento dell’incendio hanno atteso un’ora e mezza senza sapere cosa fare in attesa che arrivasse qualcuno a coordinarli.

Nel frattempo molti, contrariati, sono tornati a casa. Mentre una quarantina hanno deciso di muoversi in autonomia raggiungendo con propri mezzi il fronte del fuoco.

“Una disorganizzazione e improvvisazione che non può essere tollerata – dichiara uno dei volontari – Ci hanno convocato per le 6 facendoci poi aspettare più di un’ora e mezza nella sede del Coc senza sapere cosa fare né dove andare, mentre la montagna continuava a bruciare. A quel punto abbiamo deciso di fare da soli”.

LA REGIONE: ENTRO QUALCHE GIORNO AVREMO LA MEGLIO

La sala operativa permanente della Protezione civile regionale ha comunicato che sul posto sono impegnati 25 volontari muniti di brevetto Aib di primo e di secondo livello e 6 mezzi di spegnimento della Protezione civile regionale.

Sul posto è operativo anche un elicottero AS350 messo a disposizione dalla Regione Abruzzo, munito di benna da 700 litri che sta effettuando lanci mirati alla base delle fiamme.

Inoltre, sulle pendici del Morrone sono impegnati anche 50 militari del Nucleo Speciale per le Emergenze del IX Reggimento Alpini dell’Aquila, che stanno operando per ridurre l’intensità dei roghi e sottrarre alla foga dell’incendio il materiale combustibile costituito da alberi, vegetazione e fogliame, reso particolarmente pericoloso dalla temperatura e dal perdurare della siccità.

“Sono molto fiducioso che dalla sinergia di tutte le numerose forze messe in campo dal sistema di Protezione civile, nel volgere di qualche giorno potremo finalmente avere la meglio su un rogo di enormi dimensioni che sta interessando un patrimonio boschivo di immenso valore ambientale, reso ancora più importante dalla presenza di luoghi e testimonianze legate alla vita di Pietro dal Morrone” ha detto il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Ieri, a Sulmona (L’Aquila), il governatore ha presieduto un vertice per individuare le strategie di attacco dell’incendio.

GLI ALTRI INCENDI TRA L’AQUILA E TERAMO

La direzione regionale Abruzzo dei Vigili del fuoco comunica che sono attualmente attivi sul territorio quattro incendi boschivi che interessano le località: Magnanella-Torricella in provincia di Teramo; Marano dei Marsi; Pacentro-Passo San Leonardo; e Sulmona, frazione Marane, in provincia de L’Aquila.

Magnanella-Torricella: area percorsa dal fuoco 5 ettari, a quota 1.200 metri, in zona montana, impervia. Le squadre a terra sono composte da 2 vigili del fuoco muniti di un pick-up e 8 volontari di Protezione civile muniti di autobotte e di 2 pick-up; l’incendio è sotto controllo.

Marano dei Marsi: area percorsa dal fuoco 50 ettari, a quota 500 metri, in zona collinare. Le squadre a terra sono composte da 5 vigili del fuoco muniti di autobotte, autopompa e pick-up e 7 volontari di Protezione civile muniti di 2 pick-up; stato dell’incendio: sotto controllo.

Pacentro-Passo San Leonardo: area percorsa dal fuoco 300 ettari, a quota 1.200-1.600 metri, in zona montana, impervia. I mezzi aerei presenti: un Canadair che fino alle 14 ha effettuato 8 lanci; squadre a terra composte da 5 vigili del fuoco muniti di un’autobotte e un pick-up e 7 volontari di Protezione civile muniti di 2 pick-up; stato dell’incendio: attivo.

Sulmona-Marane: area percorsa dal fuoco 250 ettari, a quota 1.300-1.800 metri, in zona montana, impervia. Mezzi aerei presenti: 2 Canadair che fino alle 14 hanno effettuato 16 lanci; un elicottero AB412 che fino alle 14 ha effettuato 34 lanci; un elicottero della flotta regionale AS350 che fino alle 14 ha effettuato 3 lanci. Le squadre a terra sono composte da 14 vigili del fuoco muniti di 2 autopompe e di 2 pick-up e 14 volontari di protezione civile muniti di 4 pick-up; stato dell’incendio: attivo.